martedì 27 dicembre 2016

Una Curia Romana “semper reformanda”?



Giovedí scorso, 22 dicembre, Papa Francesco ha ricevuto i Prelati della Curia Romana per il tradizionale scambio degli auguri natalizi. Quest’anno il discorso, che il Pontefice è solito rivolgere ai presenti per l’occasione, si è incentrato sulla riforma della Curia Romana. I media si sono praticamente limitati a riportare il passaggio riguardante le resistenze all’opera di riforma, nelle quali si è voluto vedere un riferimento ai quattro Cardinali che hanno sottoposto al Papa alcuni dubia a proposito dell’Esortazione apostolica Amoris laetitia:
In questo percorso risulta normale, anzi salutare, riscontrare delle difficoltà, che, nel caso della riforma, si potrebbero presentare in diverse tipologie di resistenze: le resistenze aperte, che nascono spesso dalla buona volontà e dal dialogo sincero; le resistenze nascoste, che nascono dai cuori impauriti o impietriti che si alimentano delle parole vuote del “gattopardismo” spirituale di chi a parole si dice pronto al cambiamento, ma vuole che tutto resti come prima; esistono anche le resistenze malevole, che germogliano in menti distorte e si presentano quando il demonio ispira intenzioni cattive (spesso “in veste di agnelli”). Questo ultimo tipo di resistenza si nasconde dietro le parole giustificatrici e, in tanti casi, accusatorie, rifugiandosi nelle tradizioni, nelle apparenze, nelle formalità, nel conosciuto, oppure nel voler portare tutto sul personale senza distinguere tra l’atto, l’attore e l’azione.

Papa Francesco ci ha ormai abituati a questo stile e a questo linguaggio, per cui, a mio parere, non mette conto disquisire sull’opportunità per un Pontefice di esprimersi in tali termini: Papa Bergoglio è cosí; dobbiamo farcene una ragione. Mons. Georg Gänswein, nell’intervista rilasciata l’estate scorsa alla Schwäbische Zeitung, aveva giustamente rilevato: «Che nei discorsi, rispetto ai suoi predecessori, di tanto in tanto sia un po’ impreciso, e addirittura irrispettoso, si deve solo accettare. Ogni Papa ha il suo stile personale».

domenica 25 dicembre 2016

«Et Verbum caro factum est»


Nativity scene, Mission Church, Kabul, 2016

The Mass of Christmas Day, unlike that celebrated during the night, instead of presenting the story of the birth of Jesus, proposes the prologue of John’s gospel, thus inviting us to reflect upon the mystery we celebrate today.

sabato 24 dicembre 2016

«Orietur stella»



This year I have sent my Christmas greetings with a card saying in Latin: Orietur stella—“A star shall rise.” It is a prophecy we find in the book of Numbers, which reports four oracles of Balaam, a pagan soothsayer, to whom the king of Moab Balak had ordered to curse the Israelites headed for the promised land. But Balaam, instead of cursing the Israelites, inspired by God against his will, was forced to bless them. In his fourth oracle Balaam foretells what is going to happen many years later: “I see him, though not now; I behold him, though not near: A star shall rise out of Jacob, and a scepter shall spring up from Israel” (24:17 NAB/DR). The Jews saw in this oracle a reference to king David, who was a descendant of Jacob; Christians have always understood it as a messianic prophecy: the star and the scepter are symbols of Christ.

mercoledì 21 dicembre 2016

“Mother and Teacher”




On August 16, 2016 the website Cooperatores Veritatis published, under the title “The Church has to offer to man the truth, which is Christ,” a large-scale interview of mine about the current events of the Church. An American priest (who wishes to remain anonymous), having found it interesting, decided to translate it, so that it might have a higher spread, not only among the increasingly numerous readers of this blog in his country, but also among other people in the rest of the world, who do not know Italian, but understand English, which has become by now the lingua franca of the present day. We warmly thank the anonymous translator for his hard work, and willingly share the interview with all our readers.
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domenica 18 dicembre 2016

«Ex semine David secundum carnem ... Filius Dei secundum Spiritum»



On the fourth Sunday of Advent we are invited to consider the preliminaries to Christmas, that is to say, what happened before the birth of Christ. The most important event preceding a person’s birth is his conception, which ordinarily comes about nine months before one’s birth. Actually, we celebrate Jesus’ conception exactly nine months before Christmas, namely on March 25, by the solemnity of the Annunciation. But the Church wants us to take up again this event also in the proximity of Christmas, precisely on this last Sunday of Advent, which therefore could be named the “Incarnation Sunday.”

domenica 11 dicembre 2016

«Et beatus est, qui non fuerit scandalizatus in me»



We are halfway through Advent. This third Sunday is traditionally named Gaudete after the first word of the Entrance Antiphon. It is a quotation from the letter to the Philippians (4:4-5), where Saint Paul invites us to rejoice in the Lord. Why? Because “the Lord is near.” Yes, the coming of the Lord is drawing near; and so, we should be happy. Even the liturgical color the priest wears today is not the gloomy purple used during Advent and Lent, but the more cheerful rose. Our heart should really be overflowing with joy for the imminent coming of the Lord.

sabato 10 dicembre 2016

Renzi, massoneria e scautismo



Un lettore, facendo riferimento al mio post del 6 dicembre, mi ha segnalato due articoli, uno di Giacinto Butindaro e l’altro di Angela Pellicciari, riguardanti la “propinquità dello scautismo con la massoneria”, chiedendomi: «Non crede che questa sia tutta la verità?».

giovedì 8 dicembre 2016

«In principio dilexit eam»


Bartolomé Esteban Murillo, El triunfo de la Inmaculada

We have prepared for this solemnity praying, for twelve days, the “Crown of twelve stars.” It is a chaplet—so named after the crown with which in the book of Revelation the woman clothed with the sun was crowned—whereby we consider the twelve main privileges of the Blessed Virgin Mary. What is a privilege? The dictionary defines it as “a special right or advantage that a particular person or group of people has.” Among human beings, Mary is undoubtedly the most privileged person. Why? Because she had been chosen by God to become the mother of his Son. Therefore, he filled her with a lot of graces, so that she could worthily accomplish the mission she had received.

martedì 6 dicembre 2016

Referendum e... accompagnamento pastorale



Bisogna riconoscere che La nuova bussola quotidiana costituisce, nell’attuale momento di crisi, uno dei pochi punti di riferimento rimasti — una “bussola”, appunto — per i cattolici italiani. I commenti pubblicati a seguito della vittoria del NO al referendum costituzionale di domenica scorsa ne sono, se mai ce ne fosse stato bisogno, una ulteriore prova: il commento a caldo di Alfredo Mantovano, l’editoriale di Riccardo Cascioli, il “focus” di Marco Berchi.

domenica 4 dicembre 2016

«Parate viam Domini»



On the second Sunday of Advent one of the leading figures of this liturgical season appears, John the Baptist. The Catechism of the Catholic Church portrays him as follows: “[He] is the Lord’s immediate precursor or forerunner, sent to prepare his way … Going before Jesus ‘in the spirit and power of Elijah,’ John bears witness to Christ in his preaching, by his Baptism of conversion, and through his martyrdom” (#523).

martedì 29 novembre 2016

Il “cambio di paradigma”



Si direbbe che Paradigmenwechsel (“cambiamento del paradigma”) sia un’espressione particolarmente cara al Card. Walter Kasper. L’aveva usata nella relazione con cui aveva introdotto i lavori del Concistoro straordinario sulla famiglia il 14 febbraio 2014 (qui il testo completo; qui una sintesi). In quell’occasione, l’aveva cosí illustrata:
Se si pensa all’importanza delle famiglie per il futuro della Chiesa, il numero in rapida crescita delle famiglie disgregate appare una tragedia ancora piú grande. C’è molta sofferenza. Non basta considerare il problema solo dal punto di vista e dalla prospettiva della Chiesa come istituzione sacramentale; abbiamo bisogno di un cambiamento del paradigma e dobbiamo — come lo ha fatto il buon Samaritano (Lc 10:29-37) — considerare la situazione anche dalla prospettiva di chi soffre e chiede aiuto.
Il cambio di paradigma consisterebbe dunque in un mutamento di prospettiva: occorre considerare i problemi della famiglia non piú solo dal punto di vista della Chiesa, intesa come istituzione sacramentale, ma anche da quello “di chi soffre e chiede aiuto”. Viene proposta anche un’icona del nuovo paradigma: la Chiesa deve diventare come il buon Samaritano, deve cioè “farsi prossimo” di chi si trova in una situazione di disagio.

domenica 27 novembre 2016

«Vigilate ergo»



Today the Advent Season starts and, with it, the new liturgical year. This year we also resume from the beginning the three-year cycle of readings with the Year A, during which we are going to read the gospel of Matthew.

giovedì 24 novembre 2016

Dalla sapienza all’ideologia



Domenica scorsa, 20 novembre, in concomitanza con la chiusura del Giubileo straordinario della misericordia, Papa Francesco ha firmato la lettera apostolica Misericordia et misera. Ciò che di questo documento ha destato maggiore scalpore è stata la concessione a tutti i sacerdoti della «facoltà di assolvere quanti hanno procurato peccato di aborto» (n. 12), facoltà che era stata già concessa all’inizio del Giubileo, limitatamente alla durata dello stesso (qui). Nessuno vuole mettere in discussione la legittimità di tale disposizione, che rientra senz’alcun dubbio tra le facoltà della suprema autorità della Chiesa e che anzi può portare un po’ di uniformità e semplificazione nella “giungla” normativa finora esistente (disposizioni diverse da una diocesi all’altra; sacerdoti autorizzati e sacerdoti non autorizzati ad assolvere; religiosi col privilegio di rimettere le censure; ecc.), che poteva creare solo confusione nei fedeli. Mi siano però permesse un paio di osservazioni.

lunedì 21 novembre 2016

La “rivoluzione della tenerezza”


Chi porta attacchi come questo non è un “scontento” o un “oppositore” ma qualcuno che punta a “dividere” la chiesa. Il che nel diritto canonico è un crimine, punibile.
All’inizio del giubileo Francesco aveva chiesto alle autorità gesti di clemenza verso i detenuti: clemenza che lui per primo non ha mai applicato ai suoi imputati del processo detto Vatileaks. A fine giubileo si capisce il perché: lui non vedeva in quel processo una procedura penale, ma un gesto pedagogico verso gli avversari.
Quelli che stanno cercando di ridurlo a un santo testimone, che si immedesima nella vita del povero e nel destino dei vinti. E che hanno fatto un altro passo allo scoperto. Rischiando molto.
(Alberto Melloni, La Repubblica, 20 novembre 2016)

I frutti del giubileo della misericordia e della rivoluzione della tenerezza…

domenica 20 novembre 2016

«Hic est rex Iudaeorum»



This is the last Sunday of the liturgical year. At the end of the celebration of the mystery of redemption, the Church invites us to make a kind of synthesis of what we have celebrated during the past year. And she does it showing us the figure of Christ the King, a title our Redeemer gained by performing the work of our salvation, namely suffering and dying for us.

venerdì 18 novembre 2016

“Riforma della riforma”: un errore?



Nei giorni scorsi il sito della Santa Sede ha reso nota la nuova composizione della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti (qui). Difficile esprimere un giudizio: come giustamente mi faceva notare l’officiale che mi aveva benevolmente ripreso (qui), bisognerebbe conoscere i Membri uno per uno, per poter stabilire quale sarà l’orientamento del Dicastero rinnovato. Tra i nomi di quelli che erano stati dati per “epurati”, di fatto risultano esclusi i Cardinali Raymond Leo Burke, Marc Ouellet, George Pell e Angelo Scola; mentre sono stati confermati i Cardinali Angelo Bagnasco, Mauro Piacenza e Malcom Ranjith. Staremo a vedere come si evolveranno le cose. In ogni caso, una cosa è certa: fossero anche i nuovi membri tutti di orientamento “benedettiano”, dopo l’ultimo pronunciamento del Papa sulla “riforma della riforma”, la rinnovata Congregazione di sicuro non metterà all’ordine del giorno la “riforma della riforma”. 

mercoledì 16 novembre 2016

Pericolosa polarizzazione



Lunedí scorso, 14 novembre, è stata resa nota la lettera con cui quattro Cardinali (Walter Brandmüller, Raymond L. Burke, Carlo Caffarra e Joachim Meisner) chiedono a Papa Francesco di dirimere le incertezze sorte dopo la pubblicazione dell’esortazione apostolica Amoris laetitia, dando risposta a cinque dubia allegati. In un paio di giorni sono stati versati fiumi di inchiostro sull’iniziativa dei quattro Porporati; inutile, quindi, ripetere cose che sono state già dette. Volevo solo evidenziare un aspetto che mi sembra sfuggito ai piú.

martedì 15 novembre 2016

Magistero non-convenzionale e ideologia



Venerdí scorso, 11 novembre, La Repubblica riportava l’ennesima intervista di Eugenio Scalfari a Papa Francesco. Se devo essere sincero, la cosa mi ha lasciato del tutto indifferente: di quello che il fondatore di Repubblica mette sulle labbra del Papa non mi interessa proprio nulla. Il discorso si fa diverso quando l’intervista viene rilanciata da L’Osservatore Romano, che, fino a prova contraria, è il quotidiano ufficioso della Santa Sede. Per carità, anche qui, finché il Papa si limita a dire che il male peggiore che esiste nel mondo sono le diseguaglianze, dal mio punto di vista, non è un grosso problema: si tratta di opinioni personali su cui si può essere piú o meno d’accordo. Magari qualcuno potrebbe far notare — come di fatto è avvenuto — che da un leader religioso ci si aspetterebbe un’analisi meno sociologica e piú religiosa della realtà (il male peggiore, una volta, non era forse il peccato?); ma, ripeto, si può discutere. Cosí come non mi crea eccessivi problemi l’affermazione secondo cui «sono i comunisti che la pensano come i cristiani»: anche questa, un’affermazione discutibile quanto si vuole, ma pur sempre una battuta con un suo fondo di verità.

lunedì 14 novembre 2016

Un calendario liturgico italiano?



Giorni fa Don Andrea Caniato ha pubblicato, sul suo profilo Facebook, la lettera del Card. Angelo Bagnasco, con cui si comunica ai Vescovi italiani che d’ora in poi la ricorrenza di San Nicola (6 dicembre) sarà celebrata nelle diocesi italiane come “memoria obbligatoria”. La cosa non può che farmi piacere. Tale comunicazione però suscita in me anche alcune riflessioni.

domenica 13 novembre 2016

Providentia et misericordia



Today we have celebrated the solemnity of Our Lady of Divine Providence, Titular of the Mission Church and Patroness of the Mission, and have closed the Extraordinary Jubilee of Mercy. So, the homily is about these two special events.

Today we celebrate the patronal festival of Our Lady of Divine Providence. Today we are also going to close the Extraordinary Jubilee of Mercy. So, we are invited to fix our eyes on two important attributes of God: Providence and Mercy. Not only Christians believe in a provident and merciful God, but even believers of other religions do.