Domenica scorsa, festa del
Battesimo del Signore, Papa Francesco, durante l’Angelus, è tornato sul tema
del proselitismo. Dopo aver citato alcuni versetti della prima lettura del
giorno (il “primo canto del Servo del Signore”) — «Non griderà, né alzerà il tono
… non spezzerà una canna incrinata, non spegnerà uno stoppino dalla fiamma
smorta; proclamerà il diritto con verità» (Is 42,2-3) — il Santo Padre ha
proseguito:
Ecco lo stile di Gesú, e anche lo stile missionario dei discepoli di Cristo: annunciare il Vangelo con mitezza e fermezza, senza gridare, senza sgridare qualcuno, ma con mitezza e fermezza, senza arroganza o imposizione. La vera missione non è mai proselitismo ma attrazione a Cristo. Ma come? Come si fa questa attrazione a Cristo? Con la propria testimonianza, a partire dalla forte unione con Lui nella preghiera, nell’adorazione e nella carità concreta, che è servizio a Gesú presente nel piú piccolo dei fratelli. A imitazione di Gesú, pastore buono e misericordioso, e animati dalla sua grazia, siamo chiamati a fare della nostra vita una testimonianza gioiosa che illumina il cammino, che porta speranza e amore.


















