lunedì 6 marzo 2017

Papi usa e getta



Di norma, sono portato a non dare eccessivo credito ai rumors. Ritengo che la realtà di ogni giorno ci riservi già sufficienti preoccupazioni di suo, per permetterci il lusso di fasciarci la testa prima di essercela rotta: «A ciascun giorno basta la sua pena» (Mt 6:34). Cosí, nella Chiesa attuale, ci sono già abbastanza problemi con i fatti che accadono, con i documenti che si scrivono, con i discorsi che vengono pronunciati; non mi sembra proprio il caso di correre anche dietro alle voci, a ciò che “si dice” a Santa Marta, a quello che il solito “pretino” rigorosamente anonimo confida al giornalista di turno, a quanto rivelano le “fonti riservate” di questo o quel vaticanista, di professione o da strapazzo.

sabato 4 marzo 2017

«Per unius oboeditionem»



With the beginning of Lent, we interrupt the continuous reading of the gospel of Matthew. We will resume it after the end of Eastertide. Lent has its own cycle of readings sanctioned by tradition.

domenica 26 febbraio 2017

«Non potestis Deo servire et mammonae»



This coming Wednesday is Ash Wednesday. So, today is the last Sunday before Lent. When, in June, after Pentecost, we resume Ordinary Time, we will read the second discourse of Jesus in Matthew’s gospel, the so-called “missionary discourse.” Therefore, today we conclude the reading of the sermon on the mount.

lunedì 20 febbraio 2017

Dato per letto



Venerdí scorso Papa Francesco si è recato all’Università Roma Tre, dove si è incontrato con gli studenti. A proposito della visita, il bollettino della Sala stampa della Santa Sede riportava la seguente informazione:
«Nel corso dell’incontro sul Piazzale antistante l’Università, introdotto dall’indirizzo di omaggio del Magnifico Rettore, Papa Francesco ha risposto a braccio alle domande poste da quattro studenti, dando per letto il testo preparato in precedenza e consegnato ai presenti».
Le domande degli studenti, ovviamente, erano state preparate in anticipo e il discorso che il Santo Padre avrebbe dovuto pronunciare conteneva appunto le risposte a quelle domande. Ciò nonostante, Papa Bergoglio ha preferito rispondere a braccio. Non è la prima volta che questo accade, né nell’attuale né in precedenti pontificati. Giovanni Paolo II, per esempio, specialmente negli ultimi anni, quando non era piú in grado di parlare fluentemente, era solito consegnare in una busta il discorso che era stato preparato. L’attuale Pontefice poi pare che avesse già adottato questo sistema nelle visite ad limina. Ha suscitato un certo clamore il discorso — non letto, ma solo consegnato — rivolto ai Vescovi tedeschi, del quale Papa Francesco si sarebbe successivamente scusato dicendo: «Non l’ho scritto io, non l’avevo letto, non tenetene conto» (vedi qui).

sabato 18 febbraio 2017

«Estote vos perfecti»


Up to now I used to prepare my homilies on Sunday, since both Masses I had to celebrate were on Sunday. Now that the Mass for the troops has been anticipated on the previous evening, I have to prepare my homily on Saturday. So I can post it in advance. Maybe, it can be helpful for some fellow priests.


In today’s gospel we find the continuation of the antitheses of the Sermon on the Mount. Last Sunday we read the first four antitheses; today, the last two. We were pointing out that, when Jesus quotes one of the commandments, he extends and deepens the meaning of that commandment; on the contrary, when he quotes subsequent adaptations of the law, he rejects them and goes back to the original intention of God. Well, we find this different attitude of Jesus even in the last two antitheses.

martedì 14 febbraio 2017

Quando la forma è sostanza



Fece un certo scalpore, nel novembre scorso, la dichiarazione rilasciata dal Presidente della Commissione per la famiglia della Conferenza episcopale polacca, Mons. Jan Wątroba, a proposito dei dubia dei quattro Cardinali circa l’esortazione apostolica Amoris laetitia. In quell’occasione il Vescovo di Rzeszów ebbe a dire: «Io personalmente — forse per abitudine, ma anche con profonda convinzione — preferisco un’interpretazione come era solito fare Giovanni Paolo II, dove non c’era bisogno di commenti o interpretazioni del magistero di Pietro» (qui).

domenica 12 febbraio 2017

«Non veni solvere sed adimplere»



Sometimes we encounter in Scripture statements that may appear contradictory. Saint Paul, in his letter to the Ephesians, says: “[Christ abolished] the law with its commandments and legal claims” (Eph 2:15). Jesus, in today’s gospel, declares: “Do not think that I have come to abolish the law and the prophets. I have come not to abolish but to fulfill.” So, who is right, the gospel or Paul? Did Jesus actually abolish the law or not? It is not a question of little account, because our life depends on the answer to this question: if the law is still in force, we are obliged to observe it; if Jesus has abolished it, we can feel free to behave according to our will. Today’s liturgy helps us to answer this question.

venerdì 10 febbraio 2017

Auctoritates



Sull’ultimo numero della Civiltà Cattolica (quaderno 3999) il Vicedirettore Padre Giancarlo Pani ha pubblicato un articolo su “La donna e il diaconato” (abstract; parzialmente citato dal blog Settimo cielo), nel quale si avventura su un terreno insidioso, in cui, a mio parere, avrebbe fatto meglio a non inoltrarsi: la questione del sacerdozio femminile, definitivamente risolta con la lettera apostolica Ordinatio sacerdotalis di Giovanni Paolo II del 22 maggio 1994.

martedì 7 febbraio 2017

Traduzioni e ideologia



Mi ero ripromesso di tornare sulla notizia della costituzione, presso la Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti (CCDDS), di una commissione incaricata di rivedere Liturgiam authenticam, e cioè la “quinta istruzione per la retta applicazione della Costituzione sulla sacra liturgia del Concilio Vaticano II sull’uso delle lingue volgari nella pubblicazione dei libri della liturgia romana” del 28 marzo 2001 (qui il testo originale latino; qui la traduzione inglese; qui il comunicato stampa in italiano). Ne aveva parlato per primo Sandro Magister sul blog Settimo Cielo, in un post dell’11 gennaio; successivamente, il 26 gennaio, la notizia era stata confermata da Gerard O’Connel sulla rivista dei gesuiti America.

domenica 5 febbraio 2017

«Sal terrae ... lux mundi»



Last week we were saying that the new law, promulgated by Jesus on the mountain, is a sui generis law: before being a code of precepts, it is a good news item. In the Beatitudes Jesus confines himself to declaring that the poor are blessed, that they are God’s favorites, regardless of their merits and holiness. If you remember, Saint Paul told us that God does not choose the best, the wise and the strong, but the foolish, the weak and the lowly, so that no one may boast before him. God’s election is totally free; it does not depend on our works. In the letter to the Galatians, Paul says: “By works of the law no one will be justified … if justification comes through the law, then Christ died for nothing” (Gal 2:16.21). For this reason, addressing the Corinthians—as we have heard in the second reading—he reminds them that “I resolved to know nothing while I was with you except Jesus Christ, and him crucified.”

giovedì 2 febbraio 2017

“Mutuo arricchimento”


Ieri mi sono imbattuto in questo articolo, che ho trovato estremamente interessante. È stato scritto dal Padre Peter M. J. Stravinskas, fondatore e superiore della Società sacerdotale del Beato John Henry Newman, fondatore e presidente della “St. Gregory Foundation for Latin Liturgy”, fondatore e direttore della rivista The Catholic Response. Mi sembra un articolo pieno di buon senso e immune da ogni sorta di prevenzioni ideologiche. Ritengo che le considerazioni in esso contenute dimostrino, se ce ne fosse bisogno, che:

a) se è vero che il Novus Ordo (la “forma ordinaria” del rito romano) può avere dei limiti, certamente anche il Vetus Ordo (la “forma straordinaria”) non ne è esente;
b) che il Vaticano II vide giusto quando individuò tali limiti e ne indicò la soluzione;
c) che i Padri conciliari non avevano intenzione di creare un nuovo rito della Messa, né da sostituire all’antico né da giustapporre ad esso, ma solo di restaurare l’antico rito (e forse bisogna ammettere che la successiva riforma andò, in qualche misura, oltre le indicazioni dei Padri);
d) che la Sacrosanctum Concilium dovrebbe essere il punto di riferimento per la ricostituzione di un unico rito romano (obiettivo a cui dovrebbe tendere la cosiddetta “riforma della riforma”).

Alcuni dei punti qui trattati (specialmente le questioni del lezionario e del calendario), li avevo già presi in considerazione in un post del 6 marzo 2009. Ovviamente qui ci troviamo di fronte a uno studio molto piú ampio e completo, fatto da uno che conosce bene, per esperienza diretta, la forma straordinaria. Su altri punti ritengo che si possa tranquillamente discutere (p. es., alcuni aspetti della forma ordinaria, come la preghiera dei fedeli, prima di essere fatti propri dalla forma straordinaria, andrebbero radicalmente ripensati nella stessa forma ordinaria). In ogni caso, si tratta di un testo utile dal mio punto di vista per avviare una approfondita riflessione in materia.

Per tutti questi motivi, ho pensato che l’articolo meritasse una grande diffusione e perciò ne metto a disposizione dei lettori la traduzione italiana.
Q

martedì 31 gennaio 2017

Ritorno al passato



Circa un anno fa, precisamente il 23 febbraio 2016, scrissi un post su quella che mi sembrava una tendenza serpeggiante nella Chiesa d’oggi: la nostalgia degli anni immediatamente successivi alla conclusione del Concilio Vaticano II (“Formidabili quegli anni”). Mi sono tornate in mente quelle riflessioni nei giorni scorsi per due o tre circostanze. La prima è stata la lettura di un articolo del Timone sull’esortazione apostolica Amoris laetitia, la quale non sarebbe altro che la riproposizione delle tesi sostenute negli anni Ottanta dal Padre Bernhard Häring. La seconda circostanza è stata l’attacco del Prof. Andrea Grillo al Card. Carlo Caffarra sulla rivista Munera, nel quale si rievoca la protesta di un gruppo di teologi italiani alla fine degli anni Ottanta (capeggiata, anche questa, da Padre Häring). In questi giorni, infine, la notizia, data da SandroMagister e confermata dalla rivista dei gesuiti America, della costituzione di una commissione deputata alla revisione dell’istruzione Liturgiam authenticam (28 marzo 2001). Potrebbero sembrare — e senz’altro sono — fatti slegati fra loro; c’è però un filo rosso che li accomuna: lo sguardo rivolto al passato.

domenica 29 gennaio 2017

«Quaerite Dominum, omnes mansueti terrae»



Matthew most probably wrote his gospel for a Jewish-Christian community. This explains why we so often encounter in this gospel expressions like “All this took place to fulfill what the Lord had said through the prophet.” We saw it also last Sunday, when Matthew considered the return of Jesus to Galilee as the fulfillment of Isaiah’s prophecy. What Matthew is very keen on is to show that Jesus is the expected Messiah of Israel.

giovedì 26 gennaio 2017

«Volgi i tuoi passi a queste rovine eterne»


1 O Dio, perché ci respingi per sempre,
fumante di collera contro il gregge del tuo pascolo?
 2 Ricòrdati della comunità
che ti sei acquistata nei tempi antichi.
 Hai riscattato la tribú che è tua proprietà,
il monte Sion, dove hai preso dimora.
 3 Volgi i tuoi passi a queste rovine eterne:
il nemico ha devastato tutto nel santuario.
 4 Ruggirono i tuoi avversari nella tua assemblea,
issarono le loro bandiere come insegna.
 5 Come gente che s’apre un varco verso l’alto
con la scure nel folto della selva,
6 con l’ascia e con le mazze
frantumavano le sue porte.
 7 Hanno dato alle fiamme il tuo santuario,
hanno profanato e demolito la dimora del tuo nome;
8 pensavano: «Distruggiamoli tutti».
Hanno incendiato nel paese tutte le dimore di Dio.
 9 Non vediamo piú le nostre bandiere,
non ci sono piú profeti
e tra noi nessuno sa fino a quando.
 10 Fino a quando, o Dio, insulterà l’avversario?
Il nemico disprezzerà per sempre il tuo nome?
 11 Perché ritiri la tua mano
e trattieni in seno la tua destra?
 12 Eppure Dio è nostro re dai tempi antichi,
ha operato la salvezza nella nostra terra.
 13 Tu con potenza hai diviso il mare,
hai spezzato la testa dei draghi sulle acque.
 14 Tu hai frantumato le teste di Leviatàn,
lo hai dato in pasto a un branco di belve.
 15 Tu hai fatto scaturire fonti e torrenti,
tu hai inaridito fiumi perenni.
 16 Tuo è il giorno e tua è la notte,
tu hai fissato la luna e il sole;
17 tu hai stabilito i confini della terra,
l’estate e l’inverno tu li hai plasmati.
 18 Ricòrdati di questo:
il nemico ha insultato il Signore,
un popolo stolto ha disprezzato il tuo nome.
 19 Non abbandonare ai rapaci la vita della tua tortora,
non dimenticare per sempre la vita dei tuoi poveri.
 20 Volgi lo sguardo alla tua alleanza;
gli angoli della terra sono covi di violenza.
 21 L’oppresso non ritorni confuso,
il povero e il misero lodino il tuo nome.
 22 Àlzati, o Dio, difendi la mia causa,
ricorda che lo stolto ti insulta tutto il giorno.
 23 Non dimenticare il clamore dei tuoi nemici;
il tumulto dei tuoi avversari cresce senza fine.


Salmo 73 (74)

domenica 22 gennaio 2017

«Lux orta est»



On this Sunday, we start the reading of Matthew’s gospel that will accompany us during the present liturgical year. Since the gospels are four and we read them in pieces, in a discontinuous way, it is difficult for us to have a comprehensive view of them. Today’s passage can help us to assemble the different details we have about Jesus’ movements. We know that Mary and Joseph were from Nazareth in Galilee; but Jesus was born at Bethlehem in Judea, because of a census. After the visit of the magi, his family was forced to take refuge in Egypt, to avoid the persecution of Herod. After Herod’s death, they came back to the land of Israel and settled down in Nazareth, where Jesus grew up and lived until he was thirty (that is why he was known as Jesus of Nazareth or the Nazarene). The baptism, with which he began his public life, and the following temptations in the desert took place in Judea. Today’s gospel tells us that, since John the Baptist had been arrested, Jesus prudently preferred to withdraw to his homeland, Galilee. Then Matthew states that Jesus “left Nazareth and went to live in Capernaum.” He does not tell us why; but we know from Luke that he was forced to leave his hometown after visiting the synagogue there, when he said: “No prophet is accepted in his own native place” (Lk 4:16-30). Therefore, he took up his residence in Capernaum, a town on the northern shore of the Sea of Galilee, around thirty kilometers from Nazareth, and made it his headquarters. There he started his ministry, which was not confined to Capernaum, but covered the whole Galilee.

mercoledì 18 gennaio 2017

Ancora sulla FSSPX



Un lettore, che dichiara di trovarsi in genere in sintonia con quanto vado sostenendo in questo blog, mi ha scritto per esprimere il suo dissenso a proposito delle idee da me espresse nel post del 4 gennaio scorso (“Modi diversi di vivere la tradizione”). E mi sottopone una serie di domande piuttosto impegnative:

domenica 15 gennaio 2017

«Ecce Agnus Dei»



This second Sunday in Ordinary Time still reflects Christmastide that we left behind last week. Today’s gospel is connected with the baptism of Jesus. The protagonist of this liturgy is John the Baptist, who accompanied us through Advent and Christmas up to last Sunday. In today’s gospel, he bears his witness to Jesus. Maybe this is the most important moment in his life. Admittedly, he had started to testify to Jesus even from his mother’s womb: when Mary expecting Jesus visited Elizabeth pregnant with John, this one leaped for joy, feeling the presence of Jesus. One of the prefaces of Advent depicts the scene as follows: “John the Baptist sang of his coming;” and immediately afterwards, referring to his adult testimony, it adds: “and proclaimed his presence when he came.” This is the great merit of John the Baptist: to recognize Jesus and to show his presence in the world.

giovedì 12 gennaio 2017

A proposito di proselitismo



Domenica scorsa, festa del Battesimo del Signore, Papa Francesco, durante l’Angelus, è tornato sul tema del proselitismo. Dopo aver citato alcuni versetti della prima lettura del giorno (il “primo canto del Servo del Signore”) — «Non griderà, né alzerà il tono … non spezzerà una canna incrinata, non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta; proclamerà il diritto con verità» (Is 42,2-3) — il Santo Padre ha proseguito:
Ecco lo stile di Gesú, e anche lo stile missionario dei discepoli di Cristo: annunciare il Vangelo con mitezza e fermezza, senza gridare, senza sgridare qualcuno, ma con mitezza e fermezza, senza arroganza o imposizione. La vera missione non è mai proselitismo ma attrazione a Cristo. Ma come? Come si fa questa attrazione a Cristo? Con la propria testimonianza, a partire dalla forte unione con Lui nella preghiera, nell’adorazione e nella carità concreta, che è servizio a Gesú presente nel piú piccolo dei fratelli. A imitazione di Gesú, pastore buono e misericordioso, e animati dalla sua grazia, siamo chiamati a fare della nostra vita una testimonianza gioiosa che illumina il cammino, che porta speranza e amore.

domenica 8 gennaio 2017

«Unxit eum Deus Spiritu Sancto et virtute»



Maybe the oldest testimony to the baptism of Jesus is that of Peter, which we have heard in the second reading. Speaking in the house of Cornelius, Peter said: “You know … what has happened all over Judea, beginning in Galilee after the baptism that John preached, how God anointed Jesus of Nazareth with the Holy Spirit and power (unxit eum Deus Spiritu Sancto et virtute).” This is the point of the event we celebrate today: more than the baptism in itself—Jesus did not need to be baptized—his anointing with the Holy Spirit and power. Jesus is consecrated by God as the Messiah, thus starting his public ministry.

venerdì 6 gennaio 2017

«Quae stella sole pulchrior coruscat?»




We could say that the leading actor of the Epiphany is a star. Not in the figurative sense we give to this term in the show business, but in the literal meaning of the word. Not only in the gospel is a mysterious star mentioned, which leads the magi from the east to Bethlehem; but all today’s liturgy is full of references to that star.