mercoledì 25 ottobre 2017

La balcanizzazione della liturgia



Forse qualche lettore si chiederà come mai non ho ancora scritto nulla sulla recente lettera di Papa Francesco al Cardinale Sarah, pubblicata dalla Nuova Bussola Quotidiana. In questo momento preferisco astenermi da qualsiasi commento. Ciò che avevo da dire sul motu proprio Magnum principium l’ho detto a suo tempo (qui). L’inusuale intervento pontificio non fa che confermare la mia interpretazione del motu proprio, che si differenziava da quella dei soliti bene informati, che all’epoca si sforzavano di minimizzare la portata del documento. Mi sembra invece utile mettere a disposizione di tutti la mia traduzione di un’intervista sull’argomento al Dott. Peter Kwasniewski del Wyoming Catholic College, pubblicata ieri sul sito LifeSite.
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lunedì 23 ottobre 2017

Processo alle intenzioni



Qualche lettore mi ha chiesto di esprimere un parere sulle recenti dichiarazioni fatte da Mons. Nunzio Galantino durante il Convegno, organizzato dalla Pontificia Università Lateranense in occasione del quinto centenario della Riforma, dal titolo Passione per Dio (18-19 ottobre 2017). Nel suo intervento introduttivo alla III sessione del Convegno (“La spiritualità della Riforma nell’agire ecclesiale”), il Segretario della CEI avrebbe sostenuto (dico “avrebbe” perché non ho trovato in rete il testo dell’intervento, ma solo alcuni reports) che “la Riforma avviata da Martin Lutero 500 anni fa è stata un evento dello Spirito Santo”. Tale affermazione ha comprensibilmente provocato in molti una levata di scudi. Se devo essere sincero, non mi meraviglia piú di tanto: essa è espressione di in una tendenza oggi assai diffusa nella Chiesa. Per cui non mi sento di dare addosso a Mons. Galantino: egli si fa solo portavoce di un sentire molto piú vasto.

domenica 22 ottobre 2017

«Cuius est imago haec?»



Today’s gospel is about politics! To understand it, it can be useful to say something about the political situation of Palestine in Jesus’ time. It was not an independent State, but just a province of the Roman Empire. It was divided into different regions; some of them under a puppet king (or “tetrarch”), like Galilee, ruled by Herod Antipas, and Ituraea, under his brother Philip; others, like Judea and Samaria, directly depending on Rome and ruled by a governor (at that time, Pontius Pilate). The Jews had different positions on Roman rule; there were different parties; two of them are mentioned in today’s gospel. The Herodians, so called because supporters of king Herod Antipas, were in favor of the Romans. The Zealots, instead, opposed the Romans and sought to overthrow their authority even resorting to terrorist attacks. Then there were the Pharisees, who also were against the Romans, but without employing violence.

giovedì 19 ottobre 2017

«Io ho le chiavi»



In un articolo pubblicato ieri su OnePeterFive, Maike Hickson (foto) si chiede: “Potrebbe l’aneddoto raccontato sulla rivista dei Cappuccini essere la chiave per svelare i piani del Papa sull’ordinazione delle donne?”.

lunedì 16 ottobre 2017

“Sensus fidelium” e scollamento ecclesiale



Come annunciato, venerdí scorso, 13 ottobre, è stato compiuto l’Atto di consacrazione della Missione e di tutto l’Afghanistan al Cuore Immacolato di Maria. Ne ha riferito AsiaNews, per cui non starò qui a ripetermi.

domenica 15 ottobre 2017

«Non fuerunt digni»



We have just finished reading the last of the three parables told by Jesus in the temple of Jerusalem against the religious leaders of the people—chief priests, elders and Pharisees. This time Jesus does not speak of a vineyard, but of a wedding feast. Even in this case, it is not a new image; it was already used in the old testament to portray final salvation. We have heard, in the first reading, the prophet Isaiah speaking of a banquet prepared by God for all peoples. Now Jesus takes up the same metaphor as a symbol of the kingdom of heaven.

giovedì 12 ottobre 2017

Consacrazione al Cuore Immacolato



Domani, venerdí 13 ottobre, centesimo anniversario dell'ultima apparizione della Vergine a Fatima, nella chiesa della Missione, ci consacreremo al Cuore Immacolato di Maria. Per chi può unirsi a noi spiritualmente, questo è l’orario:

17:00 (12:30 UTC; 14:30 Roma; 08:30 New York): SANTO ROSARIO
17:30 (13:00 UTC; 15:00 Roma; 09:00 New York): SANTA MESSA
18:00 (13:30 UTC; 15:30 Roma; 09:30 New York): ATTO DI CONSACRAZIONE

domenica 8 ottobre 2017

«Hic factus est in caput anguli»



Jesus is still in the temple, arguing with the chief priests and the elders of the people. He tells the second of the three polemical parables against them. We heard the first one (the Two Sons) last week; we will read the third one (the Wedding Feast) on next Sunday.

sabato 7 ottobre 2017

Censure liturgiche



La liturgia di questa XXVII domenica del tempo ordinario propone la parabola dei vignaioli omicidi nella versione di Matteo (21:33-43). Si tratta della seconda delle tre parabole che Gesú racconta nel tempio di Gerusalemme durante la sua disputa con i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo. La prima (“I due figli”), l’abbiamo sentita domenica scorsa; la terza (“Il banchetto nuziale”) ci verrà proposta domenica prossima.

lunedì 2 ottobre 2017

Quando viene buono il latino



Nel mio post del 27 aprile 2016, a proposito dell’esortazione apostolica Evangelii gaudium, scrivevo:
Nonostante il titolo latino, che di per sé dovrebbe riprendere le prime parole del documento, non esiste il testo latino di Evangelii gaudium. Non solo non lo si trova sul sito della Santa Sede, ma neppure negli Acta Apostolicae Sedis, dove è stato pubblicato esclusivamente il testo italiano (vol. 105/2013, pp. 1019-1137) È lecito supporre che anche Amoris laetitia non verrà mai tradotta in latino.

domenica 1 ottobre 2017

«Paenitentia motus abiit»



Jesus is in Jerusalem by now. He has made his triumphal entry into the Holy City and has begun to teach in the temple. And there immediately start disputes between him and the religious leaders—in this case the chief priests and the elders of the people. Among the controversies, Jesus tells three polemical parables. We have read today the first of them; we will read the other two on the following Sundays.

lunedì 25 settembre 2017

Quale “conversione del papato”?



Nel suo editoriale di ieri su Libero, Antonio Socci è tornato sul tema da noi affrontato nel post di venerdí scorso, quello dell’irreversibilità delle riforme di Papa Francesco; e lo fa, anche lui, riprendendo alcune affermazioni di Mons. Victor Manuel Fernandez contenute nell’intervista al Corriere della sera del 10 maggio 2015.

domenica 24 settembre 2017

«Quod iustum fuerit, dabo vobis»



We start today the reading of the fifth and last book of Matthew’s gospel, which is about the approaching advent of the kingdom of heaven. The events narrated in this part take place in Judea and in Jerusalem, just before Jesus’ passion. The parable of the workers in the vineyard is peculiar to Matthew; we do not find it in the other gospels. Since this evangelist writes his gospel for the Jews who had become Christian, his concern is to explain them how come God, who had chosen Israel as his people, now is turning to the pagans.

venerdì 22 settembre 2017

Riforme e controriforme



L’altro giorno Edward Pentin, riferendo sul nuovo motu proprio Summa familiae cura (National Catholic Register, 19 settembre 2017), terminava il suo articolo con le seguenti parole:
Il Register è venuto a sapere, da fonte affidabile, che membri dell’episcopato tedesco sarebbero rimasti delusi dall’andatura della riforma di Francesco, e avrebbero esercitato pressioni sul Papa per accelerarla. Di qui il motu proprio odierno [Summa familiae cura] e Magnum principium, [il motu proprio] sulle traduzioni liturgiche pubblicato la settimana scorsa. Aspetto importante, si dice che siano preoccupati che le riforme non verranno revocate da un papa futuro, e perciò vorrebbero che esse siano, per quanto possibile, scolpite nella pietra (set in stone), magari per mezzo di una Costituzione apostolica.

lunedì 18 settembre 2017

Fra linguaggio inclusivo e banalità



A qualcuno il problema delle traduzioni bibliche e liturgiche, affrontato nel post della settimana scorsa, a seguito della pubblicazione del motu proprio Magnum principium, potrebbe apparire una questione di lana caprina; primo, perché si tratta di traduzioni (e si suppone che queste siano affidate ad esperti); secondo, perché, in fondo, cambia ben poco (invece di recognoscere, la Santa Sede si limiterà d’ora in poi a “confermare” le traduzioni, già approvate dagli episcopati nazionali). Per dimostrare che, invece, si tratta di una questione di non poco conto, prenderò un esempio dalla liturgia odierna. Prima lettura: prima lettera di San Paolo a Timoteo 2:1-8; vangelo: Luca 7:1-10. Farò riferimento alle traduzioni inglesi rispettivamente del Lezionario e del Messale Romano, che sono state entrambe condotte sulla base dell’istruzione Liturgiam authenticam (2001) e che, in base al recente motu proprio, potrebbero essere riviste.

domenica 17 settembre 2017

«De cordibus vestris»



We are still reading the discourse on the Church. If you remember, last Sunday Jesus gave his disciples some instructions about fraternal correction; today he speaks of forgiveness. Both “admonish sinners” and “forgive offenses” are works of spiritual mercy. It means that the Church is a “house of mercy”—the place where Christians, recognizing themselves as sinners, correct each other and forgive each other.

lunedì 11 settembre 2017

Colpo di spugna



Sabato scorso è stato emanato il motu proprio Magnum principium, con il quale viene modificato il can. 838 del Codice di diritto canonico, riguardante le rispettive competenze di Santa Sede, Conferenze episcopali e Vescovi diocesani nell’ordinamento della liturgia. Il bollettino della Sala stampa della Santa Sede ha pubblicato il motu proprio insieme con una “Nota circa il can. 838 del C.I.C.” e un commento al motu proprio del Segretario della CCDDS.

domenica 10 settembre 2017

«Corripe eum»



It is already several weeks that we are reading the fourth part of Matthew’s gospel, which is about the Church as first-fruits of the kingdom of heaven. Up to now we have read passages from its narrative section: the miracle of the loaves; Jesus walking on the water; the meeting with the Canaanite woman; Peter’s profession of faith and his pre-eminence; the first prediction of the passion. As usual, after the narrative section, we find a discourse—in this case, the “discourse on the Church.”

giovedì 7 settembre 2017

Irreversibile? Una domanda.



Avrei preferito non esprimermi sul recente discorso del Papa ai partecipanti alla Settimana liturgica nazionale (24 agosto 2017), che ha fatto tanto discutere i commentatori soprattutto per la frase «la riforma liturgica è irreversibile». In genere, quando tutti dicono la loro, avendo l’impressione che sia stato ormai già detto tutto, mi passa la voglia di aggiungere qualcosa, che rischia di essere solo una inutile ripetizione. Inoltre, per me che varie volte ho invocato interventi piú autorevoli da parte del Pontefice, vedere che, finalmente, Papa Francesco aveva fatto un discorso come Dio comanda non poteva che rallegrarmi. Magari, l’appellarsi all’«autorità magisteriale» poteva sembrare un po’ fuori luogo, visto che finora non lo si era mai fatto per questioni di ben altra rilevanza; ma, insomma, lasciamo perdere, andava bene cosí.

domenica 3 settembre 2017

«Vade post me!»



The gospel selection we have just heard is the continuation of last Sunday’s passage. We are still at Caesarea Philippi, where Simon had recognized Jesus as the Messiah—“You are the Christ, the Son of the living God”—and Jesus had conferred on Simon the primacy over the Church—“You are Peter, and upon this rock I will build my Church.”