The controversies between Jesus and the
Pharisees continue. This time a scholar of the law, that is, a scribe puts
Jesus to the test, asking him about a question rather common among rabbis at
that time: “Which commandment in the law is the greatest?”—literally, “Which
is the great commandment (mandatum magnum) in the law?” Why did rabbis discuss this issue?
Because they enumerated a good 613 precepts in the Bible. We have had a sample
of these precepts in the first reading. So, it was understandable for rabbis to
discover which was the greatest commandment. Evidently, they also had problems with
catechesis: how to teach people so many commandments? It was absolutely
necessary to focus on the essentials. It is true that, among the more than six
hundred precepts, there are the ten commandments given by God to Moses; but
they are still ten. Is it not possible to find one commandment which can
summarize the other ones and on which all others depend?
sabato 28 ottobre 2017
mercoledì 25 ottobre 2017
La balcanizzazione della liturgia
Forse qualche lettore si chiederà come mai non ho
ancora scritto nulla sulla recente lettera di Papa Francesco al Cardinale
Sarah, pubblicata dalla Nuova Bussola Quotidiana.
In questo momento preferisco astenermi da qualsiasi commento. Ciò che avevo
da dire sul motu proprio Magnum principium l’ho detto a suo tempo (qui). L’inusuale intervento pontificio non fa che confermare la mia
interpretazione del motu proprio, che si differenziava da quella dei soliti
bene informati, che all’epoca si sforzavano di minimizzare la portata del
documento. Mi sembra invece utile mettere a disposizione di tutti la mia
traduzione di un’intervista sull’argomento al Dott. Peter Kwasniewski del Wyoming Catholic College, pubblicata ieri sul sito LifeSite.
Q
lunedì 23 ottobre 2017
Processo alle intenzioni
Qualche lettore mi ha chiesto di esprimere un parere sulle recenti
dichiarazioni fatte da Mons. Nunzio Galantino durante il Convegno, organizzato
dalla Pontificia Università Lateranense in occasione del quinto centenario
della Riforma, dal titolo Passione per Dio (18-19 ottobre 2017). Nel suo
intervento introduttivo alla III sessione del Convegno (“La spiritualità della
Riforma nell’agire ecclesiale”), il Segretario della CEI avrebbe sostenuto
(dico “avrebbe” perché non ho trovato in rete il testo dell’intervento, ma solo
alcuni reports) che “la Riforma avviata da Martin Lutero 500 anni fa è
stata un evento dello Spirito Santo”. Tale affermazione ha comprensibilmente
provocato in molti una levata di scudi. Se devo essere sincero, non mi
meraviglia piú di tanto: essa è espressione di in una tendenza oggi assai diffusa nella
Chiesa. Per cui non mi sento di dare addosso a Mons. Galantino: egli si fa solo
portavoce di un sentire molto piú vasto.
domenica 22 ottobre 2017
«Cuius est imago haec?»
Today’s gospel is about politics! To understand
it, it can be useful to say something about the political situation of
Palestine in Jesus’ time. It was not an independent State, but just a province
of the Roman Empire. It was divided into different regions; some of them under a
puppet king (or “tetrarch”), like Galilee, ruled by Herod Antipas, and Ituraea,
under his brother Philip; others, like Judea and Samaria, directly depending on
Rome and ruled by a governor (at that time, Pontius Pilate). The Jews had
different positions on Roman rule; there were different parties; two of them
are mentioned in today’s gospel. The Herodians, so called because
supporters of king Herod Antipas, were in favor of the Romans. The Zealots,
instead, opposed the Romans and sought to overthrow their authority even
resorting to terrorist attacks. Then there were the Pharisees, who also were
against the Romans, but without employing violence.
giovedì 19 ottobre 2017
«Io ho le chiavi»
In un articolo pubblicato ieri su OnePeterFive, Maike Hickson (foto) si chiede: “Potrebbe
l’aneddoto raccontato sulla rivista dei Cappuccini essere la chiave per svelare
i piani del Papa sull’ordinazione delle donne?”.
lunedì 16 ottobre 2017
“Sensus fidelium” e scollamento ecclesiale
Come annunciato, venerdí scorso, 13 ottobre, è stato compiuto l’Atto di
consacrazione della Missione e di tutto l’Afghanistan al Cuore Immacolato di
Maria. Ne ha riferito AsiaNews, per cui non starò qui a ripetermi.
domenica 15 ottobre 2017
«Non fuerunt digni»
We have just finished reading the last of the
three parables told by Jesus in the temple of Jerusalem against the religious
leaders of the people—chief priests, elders and Pharisees. This time Jesus does
not speak of a vineyard, but of a wedding feast. Even in this case, it is not a
new image; it was already used in the old testament to portray final salvation.
We have heard, in the first reading, the prophet Isaiah speaking of a banquet
prepared by God for all peoples. Now Jesus takes up the same metaphor as a
symbol of the kingdom of heaven.
giovedì 12 ottobre 2017
Consacrazione al Cuore Immacolato
Domani, venerdí 13 ottobre, centesimo anniversario dell'ultima apparizione della Vergine a Fatima, nella chiesa della Missione, ci consacreremo al Cuore Immacolato di Maria. Per chi può unirsi a noi spiritualmente, questo è l’orario:
17:00 (12:30 UTC; 14:30 Roma; 08:30 New York): SANTO ROSARIO
17:30 (13:00 UTC; 15:00 Roma; 09:00 New York): SANTA MESSA
18:00 (13:30 UTC; 15:30 Roma; 09:30 New York): ATTO DI CONSACRAZIONE
domenica 8 ottobre 2017
«Hic factus est in caput anguli»
Jesus is still in the temple, arguing with the
chief priests and the elders of the people. He tells the second of the three
polemical parables against them. We heard the first one (the Two Sons) last week;
we will read the third one (the Wedding Feast) on next Sunday.
sabato 7 ottobre 2017
Censure liturgiche
La liturgia di questa XXVII domenica del tempo ordinario propone la
parabola dei vignaioli omicidi nella versione di Matteo (21:33-43). Si tratta
della seconda delle tre parabole che Gesú racconta nel tempio di Gerusalemme
durante la sua disputa con i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo. La
prima (“I due figli”), l’abbiamo sentita domenica scorsa; la terza (“Il
banchetto nuziale”) ci verrà proposta domenica prossima.
lunedì 2 ottobre 2017
Quando viene buono il latino
Nel mio post del 27 aprile 2016, a proposito
dell’esortazione apostolica Evangelii gaudium, scrivevo:
Nonostante il titolo latino, che di per sé dovrebbe riprendere le prime parole del documento, non esiste il testo latino di Evangelii gaudium. Non solo non lo si trova sul sito della Santa Sede, ma neppure negli Acta Apostolicae Sedis, dove è stato pubblicato esclusivamente il testo italiano (vol. 105/2013, pp. 1019-1137) … È lecito supporre che anche Amoris laetitia non verrà mai tradotta in latino.
domenica 1 ottobre 2017
«Paenitentia motus abiit»
Jesus is in Jerusalem by now. He has made his
triumphal entry into the Holy City and has begun to teach in the temple. And there
immediately start disputes between him and the religious leaders—in this case
the chief priests and the elders of the people. Among the controversies, Jesus
tells three polemical parables. We have read today the first of them; we will
read the other two on the following Sundays.
lunedì 25 settembre 2017
Quale “conversione del papato”?
Nel suo editoriale di ieri su Libero,
Antonio Socci è tornato sul tema da noi affrontato nel post di venerdí scorso, quello dell’irreversibilità delle
riforme di Papa Francesco; e lo fa, anche lui, riprendendo alcune affermazioni
di Mons. Victor Manuel Fernandez contenute nell’intervista al Corriere della sera
del 10 maggio 2015.
domenica 24 settembre 2017
«Quod iustum fuerit, dabo vobis»
We start today the reading of the fifth and
last book of Matthew’s gospel, which is about the approaching advent of the
kingdom of heaven. The events narrated in this part take place in Judea and in
Jerusalem, just before Jesus’ passion. The parable of the workers in the
vineyard is peculiar to Matthew; we do not find it in the other gospels. Since
this evangelist writes his gospel for the Jews who had become Christian, his
concern is to explain them how come God, who had chosen Israel as his people,
now is turning to the pagans.
venerdì 22 settembre 2017
Riforme e controriforme
L’altro giorno Edward Pentin, riferendo sul nuovo motu proprio Summa
familiae cura (National Catholic Register, 19 settembre 2017), terminava il suo articolo con le
seguenti parole:
Il Register è venuto a sapere, da fonte affidabile, che membri dell’episcopato tedesco sarebbero rimasti delusi dall’andatura della riforma di Francesco, e avrebbero esercitato pressioni sul Papa per accelerarla. Di qui il motu proprio odierno [Summa familiae cura] e Magnum principium, [il motu proprio] sulle traduzioni liturgiche pubblicato la settimana scorsa. Aspetto importante, si dice che siano preoccupati che le riforme non verranno revocate da un papa futuro, e perciò vorrebbero che esse siano, per quanto possibile, scolpite nella pietra (set in stone), magari per mezzo di una Costituzione apostolica.
lunedì 18 settembre 2017
Fra linguaggio inclusivo e banalità
A qualcuno il problema delle traduzioni bibliche e liturgiche, affrontato
nel post della settimana scorsa, a seguito della pubblicazione del motu proprio
Magnum principium, potrebbe apparire una questione di lana
caprina; primo, perché si tratta di traduzioni (e si suppone che queste
siano affidate ad esperti); secondo, perché, in fondo, cambia ben poco (invece
di recognoscere, la Santa Sede si limiterà d’ora in poi a “confermare” le traduzioni,
già approvate dagli episcopati nazionali). Per dimostrare che, invece, si
tratta di una questione di non poco conto, prenderò un esempio dalla liturgia
odierna. Prima lettura: prima lettera di San Paolo a Timoteo 2:1-8; vangelo:
Luca 7:1-10. Farò riferimento alle traduzioni inglesi rispettivamente del
Lezionario e del Messale Romano, che sono state entrambe condotte sulla base
dell’istruzione Liturgiam authenticam (2001) e che, in base al recente
motu proprio, potrebbero essere riviste.
domenica 17 settembre 2017
«De cordibus vestris»
We are still reading the discourse on the
Church. If you remember, last Sunday Jesus gave his disciples some instructions
about fraternal correction; today he speaks of forgiveness. Both “admonish
sinners” and “forgive offenses” are works of spiritual mercy. It means that the
Church is a “house of mercy”—the place where Christians, recognizing themselves
as sinners, correct each other and forgive each other.
lunedì 11 settembre 2017
Colpo di spugna
Sabato scorso è stato emanato il motu proprio Magnum principium,
con il quale viene modificato il can. 838 del Codice di diritto canonico,
riguardante le rispettive competenze di Santa Sede, Conferenze episcopali e
Vescovi diocesani nell’ordinamento della liturgia. Il bollettino della Sala stampa della Santa Sede ha pubblicato il motu proprio insieme con una “Nota
circa il can. 838 del C.I.C.” e un commento al motu proprio del Segretario
della CCDDS.
domenica 10 settembre 2017
«Corripe eum»
It is already several weeks that we are reading
the fourth part of Matthew’s gospel, which is about the Church as first-fruits
of the kingdom of heaven. Up to now we have read passages from its narrative
section: the miracle of the loaves; Jesus walking on the water; the meeting
with the Canaanite woman; Peter’s profession of faith and his pre-eminence; the
first prediction of the passion. As usual, after the narrative section, we find
a discourse—in this case, the “discourse on the Church.”
giovedì 7 settembre 2017
Irreversibile? Una domanda.
Avrei preferito non esprimermi sul recente discorso del Papa ai
partecipanti alla Settimana liturgica nazionale (24 agosto 2017), che ha fatto tanto discutere i
commentatori soprattutto per la frase «la riforma
liturgica è irreversibile». In genere, quando tutti dicono la loro, avendo
l’impressione che sia stato ormai già detto tutto, mi passa la voglia di
aggiungere qualcosa, che rischia di essere solo una inutile ripetizione.
Inoltre, per me che varie volte ho invocato interventi piú autorevoli da parte
del Pontefice, vedere che, finalmente, Papa Francesco aveva fatto un discorso
come Dio comanda non poteva che rallegrarmi. Magari, l’appellarsi all’«autorità
magisteriale» poteva sembrare un po’ fuori luogo, visto che finora non lo si
era mai fatto per questioni di ben altra rilevanza; ma, insomma, lasciamo
perdere, andava bene cosí.
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