venerdì 2 marzo 2018

Rosmini e l’ontologismo



Padre Giovanni Cavalcoli, dimostrando grande attenzione ai recenti post sul confronto della Chiesa con la modernità e in particolare su Antonio Rosmini, è voluto intervenire nel dibattito con una lettera che ho pubblicato martedí scorso (qui). Ho apprezzato molto il gesto di Padre Cavalcoli e gliene sono assai grato. Ciò non significa, ovviamente, che condivida la sua posizione. Cercherò di chiarire i motivi per cui non posso trovarmi d’accordo con lui.

martedì 27 febbraio 2018

Padre Cavalcoli interviene su Rosmini


Beh, sembrerebbe che il “laboratorio culturale”, da me auspicato nel post di venerdí scorso, si sia già avviato. Ho ricevuto ieri da Padre Giovanni Cavalcoli una lettera su Rosmini, in risposta ai miei ultimi post sull’argomento. Trattandosi di una questione estremamente importante e visto il contenuto, di gran pregio, della lettera, penso che sia giusto condividerla con i lettori, perché possano farsi un’idea personale che tenga conto dei diversi aspetti del problema. Per una mia replica, bisognerà attendere qualche giorno.
Q


Caro Padre Scalese,


ho letto le sue considerazioni sul pensiero del Beato Rosmini, che Lei ha recentemente pubblicato sul suo blog. La questione che Lei solleva se il Rosmini possa aiutarci nel confronto pensiero moderno postcartesiano è molto interessante, ma io Le direi subito che il Roveretano, per quanto abbia posseduto una mente di  eccezionale acutezza, nobiltà e forza speculativa e ci abbia lasciato al riguardo intuizioni e spunti importanti, nel confrontarsi con Kant e con l’idealismo tedesco, nonostante la sua retta intenzione e la sua opera poderosa di salvare il salvabile e di accoglierne criticamente i valori, seppur tenendo d’occhio le verità di fede, è rimasto ingannato in buona fede dagli errori metafisici e gnoseologici dell’idealismo, come ha dimostrato il Padre Cornelio Fabro in un approfondito e documentato studio da par suo (L’enigma Rosmini, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 1988). Questo fu messo in luce autorevolmente dal famoso Decreto Post obitum del Sant’Offizio del 1887.

lunedì 26 febbraio 2018

“Unigenito” o “amato”?




Avevo accennato alla cosa nel post del 14 gennaio 2016, ma senza approfondirla. La liturgia della seconda domenica di Quaresima (anno B) mi ha offerto l’occasione di riprendere in mano la questione. Nella prima lettura, tratta dal capitolo 22 della Genesi, leggiamo:
Prendi tuo figlio, il tuo unigenito che ami, Isacco (v. 2)
Non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unigenito (v. 12)
Non hai risparmiato tuo figlio, il tuo unigenito (v. 16)

sabato 24 febbraio 2018

«Hic est Filius meus dilectus; audite illum»



In today’s liturgy both the first reading and the gospel are set on a mountain. Mountain is a high secluded place, where it is easier for man to meet God. 

venerdì 23 febbraio 2018

Un “laboratorio culturale” per la Chiesa d’oggi



Don Giulio Meiattini, benedettino dell’Abbazia di Noci, che aveva ripreso e approfondito il mio studio sui I postulati di Papa Francesco (qui e qui), mi ha scritto a proposito dei miei ultimi post sul (mancato) confronto fra Chiesa e modernità, con un particolare riferimento a Rosmini:

sabato 17 febbraio 2018

«Erat cum bestiis, et angeli ministrabant illi»



During Lent the arrangement of readings changes. While, during Ordinary Time, the first reading matches the gospel, in Lent it is independent from it and proposes the main events of the history of salvation. The second reading, which in Ordinary Time goes on its own, during Lent highlights some points either from the first reading or from the gospel.

lunedì 12 febbraio 2018

Rosmini e la riforma della filosofia



Un lettore, che ha seguito la mia recente disputa con “Cesare Baronio”, è rimasto incuriosito dai riferimenti da me fatti a Rosmini, e mi chiede se sia possibile scrivere qualcosa su di lui. Lo faccio volentieri, precisando che non si tratta, ovviamente, di una trattazione scientifica, ma solo di alcuni cenni, che hanno come unico scopo quello di... suscitare una maggiore curiosità.

sabato 10 febbraio 2018

«Si vis, potes»



On the day spent in Capernaum, Jesus had already performed some miracles: he had freed a demoniac in the synagogue; then he had cured Simon’s mother-in-law; and finally he had healed many who were sick and driven out many demons after sunset. If you remember, on the following day he had left Capernaum to preach in the nearby villages. It is precisely outside Capernaum that Jesus works another miracle, this time in favor of a leper.

martedì 6 febbraio 2018

Chiesa, modernità, Rosmini e Benedetto



La disputa sul Concilio fra il sottoscritto e “Cesare Baronio” non accenna ad affievolirsi. Monsignore ha replicato al mio post del 31 gennaio con una dettagliata confutazione delle mie affermazioni (qui). Credo che, giunti a questo punto, serva a poco continuare a controbattere punto per punto. Penso che ormai le posizioni siano chiare: su alcuni punti ci troviamo d’accordo; su altri invece siamo irrimediabilmente discordi. La divergenza di fondo sta nel fatto che, mentre Baronio è convinto che siano state inserite deliberatamente nei testi conciliari delle ambiguità, in modo che successivamente al Concilio si potesse procedere alla demolizione della Chiesa secondo un piano prestabilito, io ritengo che il piano ci fosse, riconosco che nei documenti conciliari ci possano essere alcune ambiguità (inevitabili in un concilio pastorale), ma non credo che ci sia stata, da parte dei Padri conciliari (per lo meno da parte della maggioranza di loro) una intenzionale volontà di destabilizzare la Chiesa, come pure sono profondamente convinto che i Papi del postconcilio non abbiano in alcun modo contribuito alla demolizione della Chiesa, ma abbiano al contrario fatto di tutto per difendere la fede cattolica e, semmai, ricostruire ciò che era stato demolito. Queste sono le posizioni, ormai abbastanza chiare. Continuare a discutere su di esse rischierebbe di sfociare in un dialogo fra sordi o, peggio, in una stucchevole e sterile polemica. 

sabato 3 febbraio 2018

«Omnes quaerunt te!»



Last Sunday we said that Mark, at the beginning of his gospel, portrays a typical day in the life of Jesus. A week ago, we heard the account of Jesus’s visit to the synagogue of Capernaum on the sabbath. In today’s gospel we read the continuation of that story. Once the service was over, Jesus, who was accompanied by the four disciples he had just called to follow him, went to the house of Simon and Andrew for lunch. It was a holiday; so, it was a good opportunity to stay together and have a good time. Maybe, since Jesus had just called his disciples, these invited him, so that he might meet their families. As we enter the house of Simon, we discover that he was married. Unfortunately, on that day, his mother-in-law was in bed with a fever. The disciples had just witnessed the cure of a demoniac in the synagogue; so, they told Jesus of the sick woman, hopeful that their master could do something for her. Jesus did not disappoint their expectations; he healed the woman suddenly and completely, so much so that she began to serve them. 

mercoledì 31 gennaio 2018

Concilio e tradizione



“Cesare Baronio” ha molto cortesemente replicato giovedí scorso (qui) alla mia risposta (qui) alla sua “Lettera ad un sacerdote” (qui). Sono grato a Monsignore sia per il tono, molto cordiale, usato, sia, soprattutto, per il contenuto, che costituisce una testimonianza personale per me assai preziosa. Baronio ci porta a conoscenza dello stato d’animo e delle attese che molti avevano alla vigilia e durante lo svolgimento del Vaticano II. È interessante sapere come fu vissuto quel momento tanto importante nella storia della Chiesa:
Nessuno, a quell’epoca, che non fosse parte attiva della congiura, poteva realmente aver la percezione della minaccia che avrebbe potuto rappresentare la convocazione di un Concilio. Anzi: tutti nutrivamo la speranza piú che legittima — ovvia, direi — che esso avrebbe segnato un momento di slancio apostolico.

sabato 27 gennaio 2018

«Quidnam est hoc?»



Last Sunday, Mark told us what was the content of the preaching of Jesus during his public ministry: “This is the time of fulfillment. The kingdom of God is at hand. Repent and believe in the gospel.” We pointed out that this announcement was made by Jesus not only once, at the beginning of his ministry, but it sums up the teaching of Jesus during all his ministry. OK. But we could ask: “What did Jesus actually do during his ministry?” Mark answers this question portraying, at the beginning of his gospel, a typical day of Jesus.

mercoledì 24 gennaio 2018

Un inganno durato cinquant’anni?



Nei giorni scorsi “Cesare Baronio” ha scritto sul suo sito Opportune importune una “Lettera ad un sacerdote. Considerazioni su un inganno durato cinquant’anni”. Io non so chi sia “Cesare Baronio”; da alcuni indizi mi par di capire che si tratti di un Monsignore (almeno, cosí tutti si rivolgono a lui) col quale potrei avere alcuni tratti in comune: bazzica Campo de’ Fiori (qui), in prossimità del quale sono nato e cresciuto (ho frequentato la scuola materna ed elementare in Via de’ Giubbonari); avendo scelto come pseudonimo il nome del celebre Cardinale oratoriano, potrebbe avere, come il sottoscritto, ascendenze sorane. Mi pare di poter cogliere dei riferimenti autobiografici nella descrizione del “vecchio monsignore brontolone” presente nella stessa lettera:

sabato 20 gennaio 2018

«Appropinquavit Regnum Dei»



On this Sunday, we resume the reading of Mark’s gospel we had started in Advent. Today’s passage is about the beginning of Jesus’ public ministry, after his baptism at the Jordan and his temptation in the desert. John the Baptist, who had baptized Jesus, has been arrested, and Jesus, maybe for greater safety, goes back to Galilee. It is in this region that most of his ministry will take place.

lunedì 15 gennaio 2018

Chi comanda in Vaticano?



I lettori che mi seguono con regolarità avranno notato che nei miei articoli raramente parlo dell’esortazione apostolica Amoris laetitia. Il motivo lo spiegai all’inizio del post del 14 aprile 2016. È lo stesso motivo per cui, quando nell’agosto scorso i promotori della Correctio filialis mi chiesero se volevo sottoscrivere il documento, declinai cortesemente l’invito, pensando: chi sono io per correggere il Santo Padre e come posso io giudicare dell’ortodossia del suo insegnamento? Ciò però non mi impedí allora e non mi impedisce oggi di nutrire seri dubbi su Amoris laetitia, né di rilevare l’ambiguità del linguaggio utilizzato, né di denunciare i vizi procedurali che hanno portato alla sua stesura, né di constatare le conseguenze che ha provocato, in particolare la confusione diffusa nella Chiesa e le divisioni tra cardinali, vescovi, sacerdoti e fedeli. Ora poi che una discutibilissima interpretazione dell’esortazione apostolica è stata dichiarata l’unica interpretazione possibile ed elevata al rango di “magistero autentico”, rimango a maggior ragione ammutolito, non perché i miei dubbi si siano dissipati, ma semplicemente perché non so piú che cosa pensare.

sabato 13 gennaio 2018

«Venite et videte»



The feast of the Lord’s Baptism, that we celebrated last Sunday, is, at the same time, the conclusion of Christmastide and the beginning of Ordinary Time. So, today is the second Sunday in Ordinary Time. During this liturgical season, the gospel presents to us the public ministry of Jesus, from his baptism to his passion. On this Sunday, it tells us what happened immediately after the baptism, resorting to some passages from the evangelist John. This gospel, like the first book of the Bible—Genesis—opens with the account of events occurred during a week. What we have heard in today’s gospel happens on the third day of this opening week. 

giovedì 11 gennaio 2018

Un motivo ci deve pur essere



Don Filippo Di Giacomo, sull’ultimo numero del Venerdí di Repubblica (5 gennaio 2018), ci informa del flop del programma di TV2000 Padre nostro, che ha visto la partecipazione niente po’ po’ di meno che del Papa:

domenica 7 gennaio 2018

«Lux vera veniens in mundum»



Yesterday we left Jesus as a little child in Bethlehem; today we find him again thirty years later at the Jordan. After so many years of “hidden life,” with his baptism by John, Jesus begins his public ministry. It is an event full of meanings. We will try to grasp some of them by repeating the intercessions we addressed to Christ himself this morning at Lauds.

sabato 6 gennaio 2018

«Procidentes adoraverunt eum»



What strikes more in today’s gospel is the different attitude of its characters towards Jesus. On the one hand, we see some wise men from the East looking for the king of the Jews. They come from afar; they belong to another people; they profess another religion. Why should they be concerned with the king of an alien and minor people without any connection with them? And yet, after seeing a star, they leave their country towards Judea; they undergo the discomforts of a long journey to pay homage to the king of the Jews and offer him their gifts.

lunedì 1 gennaio 2018

«Sancta Dei Genetrix»


ΜΡ ΘΥ = Μήτηρ Θεοῦ (Mother of God)

Today is the Octave of Christmas: eight days have passed since December 25, when we celebrated the birth of Jesus. The gospel informs us that, on this day, according to the custom of the Jews, the child was circumcised and, in conformity with the directions of the angel, he was named Jesus.