mercoledì 19 settembre 2018

Una Chiesa piú sinodale? Perché no?



Le rivoluzioni sono sempre stati fenomeni fondamentalmente elitari. L’esempio piú eclatante è dato dalla rivoluzione napoletana del 1799, di cui si occupò Vincenzo Cuoco nel suo Saggio storico: quella rivoluzione fallí, secondo lo scrittore napoletano, perché fu una “rivoluzione passiva”, cioè subita dal popolo. Ma anche le rivoluzioni riuscite, come la rivoluzione francese o quella russa, non furono meno elitarie della rivoluzione partenopea, anche se i manuali scolastici si sforzano di presentarcele come fenomeni di massa. Esse riuscirono non perché furono sollevazioni popolari, ma perché, a un cero punto, si trasformarono in dittature, e un uomo forte — Napoleone, Lenin o Stalin che sia — permise loro di imporsi in maniera definitiva. Veri fenomeni popolari sono invece le insorgenze controrivoluzionarie (a cominciare dalla Vandea), destinate però, in genere, al fallimento, proprio perché carenti di leader che permettessero loro di prevalere.

lunedì 17 settembre 2018

Dottori di serie B?



Ricorre oggi il dies natalis di Santa Ildegarda di Bingen (1098-1179). Il Martirologio Romano la ricorda con queste parole:
Nel monastero di Rupertsberg vicino a Bingen nell’Assia, in Germania, santa Ildegarda, vergine, che, esperta di scienze naturali, medicina e di musica, espose e descrisse piamente in alcuni libri le mistiche contemplazioni, di cui aveva avuto esperienza.

venerdì 14 settembre 2018

Clericalismo?



Nel suo memoriale, l’Arcivescovo Viganò, parlando del Card. Cupich, ha scritto:
Ostentando la sua particolare competenza in materia, essendo stato Presidente del Committee on Protection of Children and Young People della USCCB, ha asserito che il problema principale nella crisi degli abusi sessuali da parte del clero non è l’omosessualità e che affermarlo è solo un modo per distogliere l’attenzione dal vero problema che è il clericalismo.

martedì 11 settembre 2018

Fare chiarezza



Su Italia Oggi è apparso un articolo di Alessandra Nucci sulle vicende che stanno sconvolgendo la Chiesa cattolica in questi giorni. La peculiarità di questo articolo è quella di prendere spunto dal memoriale Viganò per richiamare alla memoria il dossier che era stato preparato per Benedetto XVI dalla commissione di Cardinali (Herranz, Tomko e De Giorgi) e dal Papa emerito era stato poi passato al suo successore. L’articolo verte piú sul pontificato di Papa Ratzinger che non sull’attuale pontificato, e ne rievoca le vicende piú dolorose: l’impossibilità di pronunciare la prolusione dell’anno accademico all’Università “La Sapienza”; le reazioni al discorso di Ratisbona; il caso Williamson; la profanazione delle tombe dei Cardinali belgi; la disattivazione dei bancomat della Città del Vaticano; le vicende che videro coinvolto lo IOR; lo scandalo Vatileaks. A questi fatti vanno aggiunti un paio di episodi avvenuti dopo la rinuncia di Benedetto al pontificato: l’invito a lui rivolto dal Prof. Grillo di «allontanarsi dal Vaticano e tacere per sempre», in seguito alla pubblicazione di un libro del Card. Sarah con prefazione del Papa emerito, e il tentativo di strumentalizzazione operato da Mons. Dario Viganò.

mercoledì 5 settembre 2018

Pari opportunità?



Un lettore dalla Spagna, dopo aver letto il post di giovedí scorso sulla “censura” apportata dal lezionario americano alla seconda lettura della XXI domenica del tempo ordinario (anno B), mi ha fatto notare che anche alla Messa celebrata dal Papa quel giorno (26 agosto) nel Phoenix Park di Dublino, per la conclusione del IX Incontro mondiale delle famiglie, è stata letta, in spagnolo, la forma abbreviata della seconda lettura (Ef 5:2a.25-32), esattamente come viene proposta, come seconda opzione, nel lezionario americano (qui tra il minuto 1:01:00 e il minuto 1:02:30). 

lunedì 3 settembre 2018

«Il Papa ha un’agenda piú ampia»



Il Cardinal Blase Cupich, Arcivescovo di Chicago, la settimana scorsa ha rilasciato un’intervista al canale televisivo NBC 5. L’intervistatrice, Mary Ann Ahern, ha discusso con Sua Eminenza sulle accuse contenute nel memoriale dell’Arcivescovo Carlo Maria Viganò. Alla domanda: «È necessario che il Papa dica esattamente ai cattolici che cosa sapeva circa il Cardinal McCarrick e quando lo seppe per la prima volta?», Cupich ha risposto:
Per il Santo Padre, penso che entrare in tutti e singoli questi aspetti, sia in qualche modo fuori luogo, e poi il Papa ha un’agenda piú ampia (the Pope has a bigger agenda): egli deve andare avanti con altre cose, a proposito di ambiente e protezione dei migranti e portare avanti il lavoro della Chiesa. Non scenderemo nella tana del coniglio per questo.

(To go down the rabbit hole è un’espressione idiomatica inglese, tratta dalle Avventure di Alice nel paese delle meraviglie, che significa: entrare in una situazione particolarmente strana, problematica, difficile, complessa o caotica).

sabato 1 settembre 2018

«Le leggi son, ma chi pon mano ad esse?»



Ieri Sandro Magister ha pubblicato sul suo blog Settimo cielo un post dove non si dice nulla di nuovo, ma che è utile leggere per rinfrescare la memoria di certi fatti e di certe dichiarazioni. Sono rimasto colpito nel rileggere le parole pronunciate da Papa Francesco sul volo di ritorno a Roma da Rio de Janeiro il 28 luglio 2013. Si tratta della conferenza stampa forse piú famosa del pontificato, tanto per intenderci quella del “Chi sono io per giudicare?”; quindi arcinota. Eppure, a rileggerla oggi, alla luce dei fatti successivamente emersi, alcuni passaggi, a cui lí per lí non si era data eccessiva importanza, assumono un significato diverso.