sabato 13 ottobre 2018

Un Papa eretico?



Non mi hanno mai appassionato le dispute sull’eventualità di un Papa eretico. Perché? Forse perché pongono un caso che non può darsi nella realtà? No, non ho alcun dubbio che un Papa, come chiunque di noi, possa cadere in eresia. In questo caso non c’entra l’infallibilità del Sommo Pontefice, che, come sappiamo, ha dei limiti ben definiti. Il problema è che si tratta di dispute totalmente sterili: una volta stabilito che il Papa è eretico, che fare?

giovedì 11 ottobre 2018

Sant’Alessandro Sauli



Ieri si parlava di santità. Nel mio post, facevo riferimento al Cinquecento. Di solito si ricordano i nomi dei grandi Santi di quel secolo: Carlo Borromeo, Ignazio di Loyola, Teresa d’Avila, Giovanni della Croce, ecc. Ma ci furono molti altri Santi, meno noti, che pure contribuirono non poco all’opera di riforma della Chiesa, prima e dopo il Concilio di Trento. Uno di questi è il Santo celebrato quest’oggi: Alessandro Sauli, vescovo barnabita, uno dei maggiori esponenti della Controriforma cattolica. 

mercoledì 10 ottobre 2018

«Abluitur undis, non quatitur»



Beh, bisogna riconoscere che l’attuale situazione della Chiesa, tanto critica da apparire terminale, qualche risvolto positivo pure ce l’ha, come per esempio quello di far ritrovare su un terreno comune, che potremmo definire “mediano”, persone intellettualmente oneste, provenienti da sponde opposte, fino a qualche tempo fa su posizioni che sembravano fra loro inconciliabili. Sto parlando di Aldo Maria Valli, di estrazione “progressista” (un tempo convinto sostenitore del Card. Martini), e Alessandro Gnocchi, da sempre su posizioni “tradizionaliste”. Ebbene questi due giornalisti si sono ritrovati ieri per un colloquio estremamente interessante, che vale la pena di leggere (qui). Avverto i lettori che, per comprendere i contenuti del colloquio, è assolutamente necessario leggere prima l’articolo di Gnocchi su Riscossa Cristiana (qui). 

sabato 6 ottobre 2018

Durezza di cuore



Al di là delle tante considerazioni che si possono fare sul vangelo di questa domenica, mi ha particolarmente impressionato il linguaggio che Gesú usa con i farisei. Da notare, come premessa, che Gesú, ai farisei che lo interrogano sulla liceità del divorzio, chiede: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Segno, questo, che egli si attende che essi rispondano citando il sesto comandamento («Non commettere adulterio»). E invece quelli replicano: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla». Ignorando la legge che proibisce, ricordano l’eccezione che autorizza. Ebbene, per giustificare la deroga fatta da Mosè al comandamento di Dio, Gesú dà la seguente spiegazione: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma».

lunedì 1 ottobre 2018

Il primato della tradizione



Continuo a ripensare al tema affrontato in uno degli ultimi post: Una Chiesa piú sinodale? Perché no? (19 settembre 2018). Continuo a ripensarci, perché mi sembra di non aver detto tutto quel che bisognava dire. Non che sia sbagliato ciò che ho scritto, ma non è sufficiente. Praticamente mi sono limitato a incoraggiare i lettori a non aver paura della sinodalità e a metterli in guardia dal pericolo delle lobby. E questo è vero. Ma il pericolo non viene solo dalle lobby; esso può venire anche da un episcopato che partecipa a un sinodo in buona fede, ma con l’atteggiamento sbagliato, pensando di poter decidere qualsiasi cosa. Un rischio, questo, nel quale può però incorrere anche il Romano Pontefice: esercitare il primato con la massima buona fede, ma con lo spirito di chi pensa di possedere un potere assoluto. Che voglio dire? Noi stiamo a discutere su primato pontificio e sinodalità, per stabilire se venga prima l’uno o l’altra; ma ci dimentichiamo che il problema non solo loro — il primato e la sinodalità — il vero problema sta nel come viene inteso un concilio, un sinodo o il ministero stesso del Papa. Ci dimentichiamo forse che la sinodalità e il primato non sono valori assoluti, ma relativi: essi sono degli strumenti in funzione di un bene superiore che essi devono perseguire. Quale? La conservazione, l’approfondimento e la trasmissione del deposito della fede. 

lunedì 24 settembre 2018

Un passo indietro



Non è facile esprimere un giudizio sul recente “Accordo provvisorio tra la Santa Sede e la Repubblica Popolare Cinese sulla nomina dei Vescovi” per due motivi. Innanzi tutto, per una questione di principio: si tratta di un problema estremamente complesso e delicato, su cui solo chi è addentro alle cose e ha vissuto direttamente la trattativa può dire qualcosa; chi è estraneo rischia di fare chiacchiere da bar. C’è poi un motivo pratico: dell’accordo non si conoscono i termini. Come si fa a giudicare qualcosa che si ignora? Il fatto di non poter emettere giudizi non impedisce tuttavia di fare delle osservazioni. Da semplice spettatore, che osserva ciò che accade intorno a lui.

venerdì 21 settembre 2018

Il “paradiso” della Bibbia



Ieri l’amico Don Andrea ha postato su Facebook un appunto piuttosto preoccupato per la possibile pubblicazione di una seconda edizione italiana della Liturgia delle ore, che adotterebbe la traduzione dei Salmi contenuta nella nuova Bibbia CEI del 2008.

mercoledì 19 settembre 2018

Una Chiesa piú sinodale? Perché no?



Le rivoluzioni sono sempre stati fenomeni fondamentalmente elitari. L’esempio piú eclatante è dato dalla rivoluzione napoletana del 1799, di cui si occupò Vincenzo Cuoco nel suo Saggio storico: quella rivoluzione fallí, secondo lo scrittore napoletano, perché fu una “rivoluzione passiva”, cioè subita dal popolo. Ma anche le rivoluzioni riuscite, come la rivoluzione francese o quella russa, non furono meno elitarie della rivoluzione partenopea, anche se i manuali scolastici si sforzano di presentarcele come fenomeni di massa. Esse riuscirono non perché furono sollevazioni popolari, ma perché, a un cero punto, si trasformarono in dittature, e un uomo forte — Napoleone, Lenin o Stalin che sia — permise loro di imporsi in maniera definitiva. Veri fenomeni popolari sono invece le insorgenze controrivoluzionarie (a cominciare dalla Vandea), destinate però, in genere, al fallimento, proprio perché carenti di leader che permettessero loro di prevalere.

lunedì 17 settembre 2018

Dottori di serie B?



Ricorre oggi il dies natalis di Santa Ildegarda di Bingen (1098-1179). Il Martirologio Romano la ricorda con queste parole:
Nel monastero di Rupertsberg vicino a Bingen nell’Assia, in Germania, santa Ildegarda, vergine, che, esperta di scienze naturali, medicina e di musica, espose e descrisse piamente in alcuni libri le mistiche contemplazioni, di cui aveva avuto esperienza.

venerdì 14 settembre 2018

Clericalismo?



Nel suo memoriale, l’Arcivescovo Viganò, parlando del Card. Cupich, ha scritto:
Ostentando la sua particolare competenza in materia, essendo stato Presidente del Committee on Protection of Children and Young People della USCCB, ha asserito che il problema principale nella crisi degli abusi sessuali da parte del clero non è l’omosessualità e che affermarlo è solo un modo per distogliere l’attenzione dal vero problema che è il clericalismo.

martedì 11 settembre 2018

Fare chiarezza



Su Italia Oggi è apparso un articolo di Alessandra Nucci sulle vicende che stanno sconvolgendo la Chiesa cattolica in questi giorni. La peculiarità di questo articolo è quella di prendere spunto dal memoriale Viganò per richiamare alla memoria il dossier che era stato preparato per Benedetto XVI dalla commissione di Cardinali (Herranz, Tomko e De Giorgi) e dal Papa emerito era stato poi passato al suo successore. L’articolo verte piú sul pontificato di Papa Ratzinger che non sull’attuale pontificato, e ne rievoca le vicende piú dolorose: l’impossibilità di pronunciare la prolusione dell’anno accademico all’Università “La Sapienza”; le reazioni al discorso di Ratisbona; il caso Williamson; la profanazione delle tombe dei Cardinali belgi; la disattivazione dei bancomat della Città del Vaticano; le vicende che videro coinvolto lo IOR; lo scandalo Vatileaks. A questi fatti vanno aggiunti un paio di episodi avvenuti dopo la rinuncia di Benedetto al pontificato: l’invito a lui rivolto dal Prof. Grillo di «allontanarsi dal Vaticano e tacere per sempre», in seguito alla pubblicazione di un libro del Card. Sarah con prefazione del Papa emerito, e il tentativo di strumentalizzazione operato da Mons. Dario Viganò.

mercoledì 5 settembre 2018

Pari opportunità?



Un lettore dalla Spagna, dopo aver letto il post di giovedí scorso sulla “censura” apportata dal lezionario americano alla seconda lettura della XXI domenica del tempo ordinario (anno B), mi ha fatto notare che anche alla Messa celebrata dal Papa quel giorno (26 agosto) nel Phoenix Park di Dublino, per la conclusione del IX Incontro mondiale delle famiglie, è stata letta, in spagnolo, la forma abbreviata della seconda lettura (Ef 5:2a.25-32), esattamente come viene proposta, come seconda opzione, nel lezionario americano (qui tra il minuto 1:01:00 e il minuto 1:02:30). 

lunedì 3 settembre 2018

«Il Papa ha un’agenda piú ampia»



Il Cardinal Blase Cupich, Arcivescovo di Chicago, la settimana scorsa ha rilasciato un’intervista al canale televisivo NBC 5. L’intervistatrice, Mary Ann Ahern, ha discusso con Sua Eminenza sulle accuse contenute nel memoriale dell’Arcivescovo Carlo Maria Viganò. Alla domanda: «È necessario che il Papa dica esattamente ai cattolici che cosa sapeva circa il Cardinal McCarrick e quando lo seppe per la prima volta?», Cupich ha risposto:
Per il Santo Padre, penso che entrare in tutti e singoli questi aspetti, sia in qualche modo fuori luogo, e poi il Papa ha un’agenda piú ampia (the Pope has a bigger agenda): egli deve andare avanti con altre cose, a proposito di ambiente e protezione dei migranti e portare avanti il lavoro della Chiesa. Non scenderemo nella tana del coniglio per questo.

(To go down the rabbit hole è un’espressione idiomatica inglese, tratta dalle Avventure di Alice nel paese delle meraviglie, che significa: entrare in una situazione particolarmente strana, problematica, difficile, complessa o caotica).

sabato 1 settembre 2018

«Le leggi son, ma chi pon mano ad esse?»



Ieri Sandro Magister ha pubblicato sul suo blog Settimo cielo un post dove non si dice nulla di nuovo, ma che è utile leggere per rinfrescare la memoria di certi fatti e di certe dichiarazioni. Sono rimasto colpito nel rileggere le parole pronunciate da Papa Francesco sul volo di ritorno a Roma da Rio de Janeiro il 28 luglio 2013. Si tratta della conferenza stampa forse piú famosa del pontificato, tanto per intenderci quella del “Chi sono io per giudicare?”; quindi arcinota. Eppure, a rileggerla oggi, alla luce dei fatti successivamente emersi, alcuni passaggi, a cui lí per lí non si era data eccessiva importanza, assumono un significato diverso.

giovedì 30 agosto 2018

Autocensure ecclesiastiche



Non si sa se ridere o piangere: in Belgio, domenica scorsa, il Ministro della cultura, Sven Gatz, dopo essersi casualmente imbattuto in TV nella trasmissione della Santa Messa festiva e aver ascoltato la seconda lettura, che riportava il passo della lettera agli Efesini dove Paolo invita le donne a essere sottomesse ai mariti, ha pensato bene di twittare:
Se un imam avesse detto la stessa cosa in televisione, sarebbe scoppiato un putiferio. Va bene la libertà di culto, va bene la libertà di opinione, ma un simile discorso retrogrado e sessista a spese del servizio pubblico, non va bene.

giovedì 23 agosto 2018

Il crollo della modernità



È apparso ieri sul Foglio un interessante articolo del Prof. Pier Paolo Tamburelli sul crollo del viadotto Polcévera, dal titolo “Quel ponte era bello”.

venerdì 29 giugno 2018

«Una corona sociavit»



NB: With this homily, your homilist takes a break. God bless!

As we have already done on other important festivals of the liturgical year, in order to deepen the meaning of the celebration, we can refer to the preface of the Mass. At the beginning of the Eucharistic Prayer we will say, “By your providence the blessed Apostles Peter and Paul bring us joy: Peter, foremost in confessing the faith, Paul, its outstanding preacher, Peter, who established the early Church from the remnant of Israel, Paul, master and teacher of the Gentiles that you call. And so, each in a different way gathered together the one family of Christ; and revered together throughout the world, they share one Martyr’s crown.”

sabato 23 giugno 2018

«Ioannes cecinit affuturum et adesse monstravit»



The Second Vatican Council says about Sunday, “The Lord’s day is the original feast day … Other celebrations, unless they be truly of greatest importance, shall not have precedence over the Sunday, which is the foundation and kernel of the whole liturgical year” (Sacrosanctum Concilium, n. 106). As you have seen, on Sundays we never celebrate Saints; today is an exception, because it is a celebration of greatest importance. Is Saint John the Baptist more important than others Saints? Yes, it was Jesus himself to say so, “Among those born of women there has been none greater than John the Baptist” (Mt 11:11). He is, among the Saints, the only one of whom we celebrate the birth. Usually, we celebrate the Saints on their dies natalis, that is, on the day of their death, which is also the day of their “birth” into eternal life. We cannot celebrate their earthly birth, because, when they were born, they still had the original sin. On the contrary, we celebrate the nativity of Jesus and Mary, because, when they were born, they were in the state of grace, as the former was the Son of God and the latter had been conceived without sin. Why do we also celebrate the nativity of John the Baptist? He neither was the Son of God nor had been conceived sinless. But he had been sanctified before being born. We believe that, when Mary, pregnant with Jesus, visited Elizabeth, expecting John, this one was sanctified by the presence of the Savior. We find a hint to this event in the first reading, “The Lord called me from birth, from my mother’s womb he gave me my name.” And then the angel said so to Zechariah, “He will be filled with the Holy Spirit even from his mother’s womb” (Lk 1:15).

sabato 16 giugno 2018

«Vobis datum est mysterium regni Dei»



Mark is the shortest of the gospels. Among the four gospels, Mark is perhaps the one that reports fewer words of Jesus: there are no long discourses in it. We also find just few parables: I have counted only six in the whole gospel; five of them in chapter four. Today’s liturgy presents two of these. Both of them are very short comparisons: their shortness emphasizes their enigmatic character. Mark, at the end of today’s passage, informs us that “with many such parables [Jesus] spoke the word to them as they were able to understand it. Without parables he did not speak to them, but to his own disciples he explained everything in private.” This note of the evangelist is interesting, because, on one hand, it seems that Jesus tells parables to make himself understood by people; but, on the other hand, it seems that there are two different kinds of teaching, one more obscure for the crowds, and one plainer, reserved for the disciples. 

sabato 9 giugno 2018

«Reus aeterni delicti»



Jesus’ ministry was very successful: if you remember, when he began to preach in the synagogue of Capernaum, the people were astonished, for he taught as one having authority and not as the scribes. Moreover, he did not limit himself to speaking, but he also drove out demons and healed the sick. So, people flocked to him from everywhere. Today’s gospel tells us that, while he was at home with his disciples, “the crowd gathered, making it impossible for them even to eat.” 

venerdì 8 giugno 2018

Precisazioni



Siccome sono stato sollecitato da piú parti a esprimermi sulla notizia, riportata ieri dalla Nuova Bussola Quotidiana, di un incontro col climatologo Michael Mann, che sarebbe stato organizzato dalla Diocesi di Torino e dai Padri Barnabiti, mi sembra opportuno fare alcune precisazioni.

sabato 2 giugno 2018

«Sabbatum propter hominem ... non homo propter sabbatum»



We resume on this Sunday—the ninth Sunday in Ordinary Time—the reading of the gospel of Mark we had suspended on February before the beginning of Lent. The last passage we read was the healing of a leper. Jesus had just started his public ministry in Galilee, announcing the coming of the kingdom of God and inviting people to repentance. He had called his first disciples and performed his first miracles. But a conflict with the Pharisees had also broken out. In today’s gospel we see a couple of controversies about the sabbath.

giovedì 31 maggio 2018

Pretiosissimus Sanguis



We continue calling this solemnity Corpus Christi, as it was in the ancient liturgy. But at that time, besides today’s celebration, there was, on July 1, the feast of the Most Precious Blood of Our Lord Jesus Christ. With the liturgical reform, this latter celebration was abolished and the title of Corpus Christi was changed to “the Most Holy Body and Blood of Christ,” since the Eucharist is precisely the sacrament of the Body and Blood of Christ.

sabato 26 maggio 2018

«Una divinitas, aequalis gloria, coaeterna maiestas»


St. Patrick used the shamrock as a metaphor for the Holy Trinity

The Fathers of the Church used to distinguish between theology and economy: with the first term they referred to the mystery of God; with the second, to the works of God, that is, the history of salvation. Up to now, during the liturgical year, we have had to do with economy: at Christmas we celebrated the mystery of the incarnation of the Son of God, his birth and his manifestation; at Easter we celebrated the mystery of his passion, death, burial and resurrection. We completed the celebration of the paschal mystery these last weeks with the Lord’s ascension and the descent of the Holy Spirit on Pentecost. On this Sunday after Pentecost, the Church wants us to shift our attention from economy to theology: after considering the works of God, we are invited to fix our eyes on God himself, on his mystery, which was revealed through those works. The Catechism of the Catholic Church says, “Through economy, theology is revealed to us; but conversely, theology illuminates the whole economy. God’s works reveal who he is in himself; the mystery of his inmost being enlightens our understanding of all his works. So it is, analogously, among human persons. A person discloses himself in his actions, and the better we know a person, the better we understand his actions” (n. 236).

sabato 19 maggio 2018

«Linguarum diversitatem in unius fidei confessione sociavit»



Seven weeks, that is to say, fifty days have passed since Easter. On this day, the Jews celebrated the “feast of the harvest” or “feast of weeks,” by which they thanked God for the harvest and offered the firstfruits to him. On this day, they also commemorated the giving of the commandments on mount Sinai, which happened more or less a couple of months after the departure of the Israelites from Egypt. On this day, the apostles, who, after the ascension of Jesus, were waiting for the fulfillment of his promise, received the Holy Spirit. 

giovedì 17 maggio 2018

Bilancio di un quinquennio e prospettive future


L’articolo che segue è apparso, in francese, sull’ultimo numero della rivista Catholica (n. 139, Primavera 2018, pp. 39-48), diretta da Bernard Dumont (www.catholica.fr). Riportiamo qui il testo originale italiano (scritto nel mese di marzo).
Q



Il 13 marzo 2018 ricorre il quinto anniversario dell’elezione al soglio pontificio di Jorge Mario Bergoglio. È forse giunto il momento di fare un bilancio del quinquennio trascorso e tentare di prevedere, in base all’attuale situazione, i possibili scenari futuri.

sabato 12 maggio 2018

«Sanctificati in veritate»



This Sunday falls between the Ascension and Pentecost. By now Jesus has left his disciples and has come back to the Father; before ascending to heaven, he has told them to wait for the promise of the Father, that is to say, the coming of the Holy Spirit. The Acts of the Apostles tells us what the Eleven did after the ascension of Jesus: they remained in Jerusalem, namely in the upper room where Jesus had eaten the last supper with them. They were not alone; there was with them Mary, the mother of Jesus, and many others; they prayed together waiting for the fulfillment of the promise. Today’s first reading informs us of another activity the apostles did during those days. After Judas’ betrayal and suicide, there were only eleven apostles left; but Jesus had chosen twelve apostles, the same number as the twelve tribes of Israel; so there was need for someone to replace Judas. What were the requirements? “One of the men who accompanied us the whole time the Lord Jesus came and went among us, beginning from the baptism of John until the day on which he was taken up from us.” So, there was need of someone who had been with Jesus before and after his death. The apostles are to be witnesses of Jesus; they have to report what they saw and heard; more specifically, they are to be witnesses to his resurrection. We have heard how Judas’ successor was chosen: the apostles limit themselves to propose two names and ask God to show them which one he has chosen.

venerdì 11 maggio 2018

Paolo VI e la “riforma della riforma”



Il 19 aprile scorso Sandro Magister ha pubblicato sul blog Settimo Cielo una recensione del libro Paolo VI. Una storia minima, curato da Mons. Leonardo Sapienza (Edizioni Viverein, Monopoli, 2018), nel quale il Curatore, sulla base dei Diari del Cardinale Virgilio Noè, offre uno spaccato del Paolo VI “segreto”. Essendo stato il Card. Noè per molti anni (1970-1982) Maestro delle cerimonie pontificie, gran parte delle note riguardano questioni liturgiche. 

giovedì 10 maggio 2018

«Domino cooperante et sermonem confirmante»



In the whole New Testament it is said that Christ is now seated at the right hand of the Father. However, only some books of the New Testament openly speak of the ascension of Jesus into heaven. The place where this event is described with plenty of details is the beginning of the Acts of the Apostles, as we have heard in the first reading, where Jesus, before being lifted up, confirms the promise of the coming of the Holy Spirit, who will make the disciples witnesses to the ends of the earth. 

sabato 5 maggio 2018

«Manete in dilectione mea»



Today’s gospel is the continuation of that of last Sunday. It is the second part of chapter 15 of John. Jesus has compared himself to a vine and his disciples to the branches of this vine, inviting them to remain in him, in order for them to bear fruit. Now Jesus stresses this point, saying, “Remain in my love” (Manete in dilectione mea). This passage is so inspiring that it would deserve a reflection on each verse. I leave it to your personal meditation.

venerdì 4 maggio 2018

Volare alto



Che la polemica contro lo gnosticismo e il pelagianesimo fosse uno dei cavalli di battaglia di Papa Francesco, lo sapevamo da tempo. Ne aveva già parlato nel documento programmatico del suo pontificato, l’esortazione apostolica Evangelii gaudium (n. 94), ed era tornato sull’argomento nel discorso pronunciato a Firenze il 10 novembre 2015, nell’ambito del V convegno nazionale della Chiesa italiana (qui). Senza contare le innumerevoli stoccate lanciate soprattutto contro i “nuovi pelagiani” durante le omelie mattutine in Santa Marta. 

lunedì 30 aprile 2018

A petra Petrus



Sono un po’ di anni che si parla di un “ripensamento” del papato. Giovanni Paolo II, nel 1995, auspicava che si potesse trovare «una forma di esercizio del primato che, pur non rinunciando in nessun modo all’essenziale della sua missione, si apra ad una situazione nuova» (enciclica Ut unum sint, n. 95). Papa Francesco, nell’esortazione apostolica Evangelii gaudium (2013), ha parlato di una vera e propria “conversione del papato” (n. 32). Ai nostri giorni sono sorprendentemente soprattutto i tradizionalisti a interrogarsi sui limiti dell’autorità pontificia. Penso che qualsiasi riflessione su un problema tanto delicato non possa che prendere le mosse dalla tradizione dei Padri, che conserva un carattere normativo per la Chiesa di tutti i tempi. 

domenica 29 aprile 2018

«Sine me nihil potestis facere»



Last week, we were saying that Jesus often used images in his preaching. In the synoptic gospels, he usually resorts to parables, which are stories, to speak of the kingdom of God. In the gospel of John, instead, we do not find parables, but simple metaphors, that is to say, images that Jesus applies to himself, to illustrate some aspects of his own mystery. Last Sunday, Jesus compared himself with the good shepherd; but he had already likened himself to bread and light. In the speech delivered during the last supper, he identifies himself with the way, the truth and the life. 

sabato 28 aprile 2018

“Se il chicco di grano...”



L’altro giorno stavo preparando un post su Sua Maestà (la Regina Elisabetta), i parrucconi di Sua Maestà (i giudici inglesi), i boia di Sua Maestà (i medici dell’Alder Hey Hospital) e i cappellani di Sua Maestà (l’episcopato d’Inghilterra e del Galles), quando è arrivato l’appello di Thomas Evans a sospendere qualsiasi tipo di intervento che non fosse la preghiera. E cosí quel post è rimasto incompiuto, e forse è stato bene cosí. Arrivati a questo punto, non conviene piú occuparsi di Sua Maestà e della sua Corte. Meglio lasciarli al loro destino, dal momento che l’ira di Dio incombe su di loro (Gv 3:36). E su tutti noi. 

sabato 21 aprile 2018

Lapis et pastor



The Bible is not a philosophy handbook nor a theological treatise and neither is a catechism. As a rule, we do not find in it precise and abstract definitions, but stories, poems and parables. Since it deals with the mystery of God, in order to speak of him, it generally resorts to images that depict some of his aspects, without claiming to exhaust his mystery, which is infinite. Even the New Testament often uses images to speak of Jesus, although he was a man, but—let us not forget it—a man bearer of a mystery. Jesus himself employed parables to illustrate the mystery of the kingdom of God, and made recourse to metaphors to speak of himself. We find two of these images in today’s liturgy. 

mercoledì 18 aprile 2018

Una vicenda che spiazza



La vicenda di Alfie Evans, che sta giustamente attirando la nostra attenzione in questi giorni, mi ha fatto fare alcune brevi riflessioni, che vi propongo cosí come mi sono venute in mente, senza alcuna pretesa di completezza e sistematicità. E scusandomi per l’eventuale confusione.

domenica 15 aprile 2018

“Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo”



Il lezionario biblico-patristico a ciclo biennale curato dall’Unione monastica italiana per la liturgia (L’Ora dell’Ascolto, Piemme-Edizioni del Deserto, Casale Monferrato, 1989) riporta, come seconda lettura dell’Officium lectionis odierno, un bel testo di Sant’Agostino tratto da uno dei suoi discorsi sull’Antico Testamento (Sermo 34: PL 38, 209-213; CCL 41, 424-427). Nella Liturgia delle ore tale lettura verrà utilizzata martedí prossimo. Si tratta di una riflessione sul Salmo 149: Cantate Domino canticum novum. Una riflessione particolarmente adatta per il tempo pasquale, durante il quale tutto parla di novità: uomo nuovo, canto nuovo, testamento nuovo.

sabato 14 aprile 2018

«Paenitemini igitur et convertimini»



The appearance of the risen Lord narrated in today’s gospel is the same as the first of the two we found in last Sunday’s gospel, namely the appearance to the disciples on the evening of the very day of his resurrection. The disciples were gathered together in the place where Jesus had eaten the last supper with them, and Jesus revealed himself to them, after appearing to two of them who were going back to their village, Emmaus. After recognizing the Lord in the breaking of the bread, these two had returned to Jerusalem to inform the apostles and, while they were recounting their experience, Jesus appeared again to all of them. 

lunedì 9 aprile 2018

«Esiste uno sviluppo della dottrina»



Nei giorni scorsi Sandro Magister ha pubblicato sul suo blog Settimo Cielo un post in cui evidenziava come Papa Francesco usi tre diverse modalità di comunicazione:
— dicendo lui in pubblico ciò che vuole, senza passare da nessun controllo o verifica preliminare;
— facendo sí che altri dicano in pubblico ciò che lui dice loro in colloqui privati;
— raccomandando l’ascolto di persone che dicono ciò che lui stesso non dice né in pubblico né in privato, ma gli piace che sia detto.

sabato 7 aprile 2018

«Qui venit per aquam et sanguinem»



Christianity is a complex religion: there are different aspects to be considered. It is not like human ideologies, where there is only one idea, and everything revolves around it; Christianity has to keep together requirements often at odds with each other. For instance, what is more important, faith or love? There are some who stress the first virtue; others, the second one. Nowadays there is even a tendency in the Church to downplay faith—which would be divisive—and emphasize almost exclusively love for the neighbor, because this would be—and actually it is—the greatest commandment in the law. Of course, there is no contradiction between the constituents of Christianity, and it would be wrong to oppose them as if they were mutually exclusive. On the contrary, it is of the greatest importance to keep them together. Today’s liturgy can help us to do it.

domenica 1 aprile 2018

«Praecucurrit citius Petro»



Running is what strikes more in today’s gospel. Mary Magdalene ran, full of anguish, since she had found the tomb open and empty. Her first thought—her only thought—was that someone might have taken away the body of Jesus. Where was he now? So she ran and went to the apostles—Peter and John—to inform them of the incident. She did not tell them what she had seen—the empty tomb—but her interpretation of what she had seen—the only interpretation, in her opinion, plausible: “They have taken the Lord from the tomb, and we don’t know where they put him.”

sabato 31 marzo 2018

«Non est hic»



“He is not here” (Non est hic), the young man found in the tomb said to the women, who had gone there to anoint the body of Jesus, since his burial had been rushed through because of the sabbath. 

venerdì 30 marzo 2018

«Videbunt in quem transfixerunt»



Christians, over the centuries, have meditated on the passion of Christ. Usually, their attention has been focused on the different moments before his death. Suffice it to think of the Way of the Cross or of the sorrowful mysteries of the Holy Rosary. It would seem that everything ended with Jesus’ death, and everything resumed with his resurrection, as if between death and resurrection there was nothing. We know, instead, from the Creed that between the death and the resurrection of Jesus there are other two mysteries—his burial and his descent into hell. Just to say that between death and resurrection there is no vacuum. Burial and descent into hell are the mysteries on which Christians are invited to meditate on Holy Saturday.

giovedì 29 marzo 2018

«Est Pascha Domini!»



Not always do the gospels agree with each other; sometimes we find some discrepancies among them. One of most controversial cases is the question about the last supper of Jesus with his disciples: was it a Passover meal, like that described in today’s first reading?

mercoledì 28 marzo 2018

Sacerdos alter Christus



During the Chrism Mass a proper preface is used, which illustrates the mystery we are celebrating: “The priesthood of Christ and the ministry of priests.” It is a newly composed preface, maybe the longest one in the Roman Missal, full of theology and spirituality. It is subdivided into four sections.

sabato 24 marzo 2018

«Vere homo hic Filius Dei erat»



Today’s liturgy has two sides: at the beginning of the Mass, we have commemorated the Lord’s triumphal entrance into Jerusalem; now, during the Mass, we are recalling his sorrowful passion. 

venerdì 23 marzo 2018

Decoro istituzionale



Sembrerebbe che lo scandalo Lettergate si sia concluso con le (non del tutto convincenti) dimissioni di Mons. Dario Viganò. Durante lo svolgimento dell’affaire sono rimasto a guardare, tra il divertito e lo sconsolato. Ora che la vicenda sembra essere giunta al suo epilogo, senza tornarci sopra (è stato già fatto piú volte da altri e con grande competenza), vorrei fare un paio di veloci osservazioni marginali.

sabato 17 marzo 2018

«Exauditus pro sua reverentia»



We have just heard the last of the three passages from John’s gospel about Christ’s coming glorification through his cross and resurrection. Unlike the two previous passages, which were taken from the beginning of Jesus’ public ministry, this selection is taken from its end. The scene takes place soon after the entry of Jesus into Jerusalem. Passover is drawing near; there are many pilgrims in the Holy City; among these, some “Greeks,” that is to say, Gentiles who support the Jewish religion—those whom the Acts of the Apostles calls “God-fearers.” These people want to see Jesus. And so they go to Philip; this one tells Andrew, and together they go to Jesus. Notice, Philip and Andrew are, among the apostles, the only ones with a Greek name, since they were from Galilee, where many were bilingual.

domenica 11 marzo 2018

Un supplemento di prudenza



Sta facendo molto discutere in questi giorni la sentenza dell’Alta Corte di giustizia di Londra del 20 febbraio scorso, con la quale si autorizzano i medici dell’Alder Hay Children Hospital di Liverpool a far morire il piccolo Alfie Evans sospendendo ventilazione e nutrizione.

sabato 10 marzo 2018

«Dives in misericordia»


Milan, Basilica of Sant’Ambrogio, 
the “Serpent Column” (left) and the “Cross Column” (right)

This Sunday is halfway through Lent. It is called Laetare Sunday, from the first word of the Entrance Antiphon—an invitation for us to suspend for a day the Lenten penance and to rejoice, so that we may get our breath back for the final sprint before Easter.

giovedì 8 marzo 2018

«Sovvieni alle necessità della Chiesa»



Ieri, durante l’udienza generale, dedicata a una catechesi sulla preghiera eucaristica, il Santo Padre ha tra l’altro affermato:
“Padre, quanto devo pagare perché il mio nome venga detto lí?” – “Niente”. Capito questo? Niente! La Messa non si paga. La Messa è il sacrificio di Cristo, che è gratuito. La redenzione è gratuita. Se tu vuoi fare un’offerta falla, ma non si paga. Questo è importante capirlo.
Naturalmente i media si sono subito buttati a capofitto sulla notizia, soffermandosi su queste tre righe e magari trascurando le altre cinquanta righe della catechesi. Ma questo fa parte del sistema dell’informazione.