giovedì 8 dicembre 2016

«In principio dilexit eam»


Bartolomé Esteban Murillo, El triunfo de la Inmaculada

We have prepared for this solemnity praying, for twelve days, the “Crown of twelve stars.” It is a chaplet—so named after the crown with which in the book of Revelation the woman clothed with the sun was crowned—whereby we consider the twelve main privileges of the Blessed Virgin Mary. What is a privilege? The dictionary defines it as “a special right or advantage that a particular person or group of people has.” Among human beings, Mary is undoubtedly the most privileged person. Why? Because she had been chosen by God to become the mother of his Son. Therefore, he filled her with a lot of graces, so that she could worthily accomplish the mission she had received.

martedì 6 dicembre 2016

Referendum e... accompagnamento pastorale



Bisogna riconoscere che La nuova bussola quotidiana costituisce, nell’attuale momento di crisi, uno dei pochi punti di riferimento rimasti — una “bussola”, appunto — per i cattolici italiani. I commenti pubblicati a seguito della vittoria del NO al referendum costituzionale di domenica scorsa ne sono, se mai ce ne fosse stato bisogno, una ulteriore prova: il commento a caldo di Alfredo Mantovano, l’editoriale di Riccardo Cascioli, il “focus” di Marco Berchi.

domenica 4 dicembre 2016

«Parate viam Domini»



On the second Sunday of Advent one of the leading figures of this liturgical season appears, John the Baptist. The Catechism of the Catholic Church portrays him as follows: “[He] is the Lord’s immediate precursor or forerunner, sent to prepare his way … Going before Jesus ‘in the spirit and power of Elijah,’ John bears witness to Christ in his preaching, by his Baptism of conversion, and through his martyrdom” (#523).

martedì 29 novembre 2016

Il “cambio di paradigma”



Si direbbe che Paradigmenwechsel (“cambiamento del paradigma”) sia un’espressione particolarmente cara al Card. Walter Kasper. L’aveva usata nella relazione con cui aveva introdotto i lavori del Concistoro straordinario sulla famiglia il 14 febbraio 2014 (qui il testo completo; qui una sintesi). In quell’occasione, l’aveva cosí illustrata:
Se si pensa all’importanza delle famiglie per il futuro della Chiesa, il numero in rapida crescita delle famiglie disgregate appare una tragedia ancora piú grande. C’è molta sofferenza. Non basta considerare il problema solo dal punto di vista e dalla prospettiva della Chiesa come istituzione sacramentale; abbiamo bisogno di un cambiamento del paradigma e dobbiamo — come lo ha fatto il buon Samaritano (Lc 10:29-37) — considerare la situazione anche dalla prospettiva di chi soffre e chiede aiuto.
Il cambio di paradigma consisterebbe dunque in un mutamento di prospettiva: occorre considerare i problemi della famiglia non piú solo dal punto di vista della Chiesa, intesa come istituzione sacramentale, ma anche da quello “di chi soffre e chiede aiuto”. Viene proposta anche un’icona del nuovo paradigma: la Chiesa deve diventare come il buon Samaritano, deve cioè “farsi prossimo” di chi si trova in una situazione di disagio.

domenica 27 novembre 2016

«Vigilate ergo»



Today the Advent Season starts and, with it, the new liturgical year. This year we also resume from the beginning the three-year cycle of readings with the Year A, during which we are going to read the gospel of Matthew.

giovedì 24 novembre 2016

Dalla sapienza all’ideologia



Domenica scorsa, 20 novembre, in concomitanza con la chiusura del Giubileo straordinario della misericordia, Papa Francesco ha firmato la lettera apostolica Misericordia et misera. Ciò che di questo documento ha destato maggiore scalpore è stata la concessione a tutti i sacerdoti della «facoltà di assolvere quanti hanno procurato peccato di aborto» (n. 12), facoltà che era stata già concessa all’inizio del Giubileo, limitatamente alla durata dello stesso (qui). Nessuno vuole mettere in discussione la legittimità di tale disposizione, che rientra senz’alcun dubbio tra le facoltà della suprema autorità della Chiesa e che anzi può portare un po’ di uniformità e semplificazione nella “giungla” normativa finora esistente (disposizioni diverse da una diocesi all’altra; sacerdoti autorizzati e sacerdoti non autorizzati ad assolvere; religiosi col privilegio di rimettere le censure; ecc.), che poteva creare solo confusione nei fedeli. Mi siano però permesse un paio di osservazioni.

lunedì 21 novembre 2016

La “rivoluzione della tenerezza”


Chi porta attacchi come questo non è un “scontento” o un “oppositore” ma qualcuno che punta a “dividere” la chiesa. Il che nel diritto canonico è un crimine, punibile.
All’inizio del giubileo Francesco aveva chiesto alle autorità gesti di clemenza verso i detenuti: clemenza che lui per primo non ha mai applicato ai suoi imputati del processo detto Vatileaks. A fine giubileo si capisce il perché: lui non vedeva in quel processo una procedura penale, ma un gesto pedagogico verso gli avversari.
Quelli che stanno cercando di ridurlo a un santo testimone, che si immedesima nella vita del povero e nel destino dei vinti. E che hanno fatto un altro passo allo scoperto. Rischiando molto.
(Alberto Melloni, La Repubblica, 20 novembre 2016)

I frutti del giubileo della misericordia e della rivoluzione della tenerezza…